Ici, Imu, Tari, Tasi: cambia il nome, ma per i negozi il salasso resta da record

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 2 febbraio 2015 – “Le tasse sugli immobili e sui rifiuti cambiano nome, ma artigiani e commercianti pagano sempre di più”. La protesta è firmata Cna, secondo cui tra il 2011 e il 2014 ci sono stati “aumenti che hanno toccato il 105 per cento per un negozio di 175 metri quadri a Pesaro e del 97,2 per cento, sempre a Pesaro, per un laboratorio artigiano di 350 metri quadri”.

“Guardando all’incremento delle tasse nei passaggi tra Ici, Imu e Tasi per quanto riguarda gli immobili e tra Tarsu, Tia e Tari con riferimento allo smaltimento dei rifiuti, – prosegue la nota dell’associazione – il Comune di Pesaro si colloca ai primi posti tra i 112 Comuni capoluogo d’Italia. Più indietro gli altri Comuni capoluogo marchigiani”.

Numeri, questi, messi nero su bianco da una indagine del Centro Studi della Cna nazionale, che ha monitorato la tassazione su artigiani e commercianti tra il 2011 e il 2014, prendendo come riferimenti un laboratorio artigiano di 350 metri quadri ed un negozio di 175 metri quadri.

Nel caso del laboratorio artigiano, l’aumento percentuale più alto nell’ultimo triennio si è avuto ad Avellino, con il 117 per cento. Al quarto posto Pesaro con un incremento delle tasse sugli immobili strumentali e sui rifiuti del 97,2 per cento. Seguono Fermo (settimo con l’80 per cento), Ascoli (18esimo con una crescita delle imposte del 53,4 per cento) e Macerata con il 40,4 per cento. Più modesto l’aumento ad Ancona (35,9) e a Urbino (34,1).

Tra i negozianti marchigiani, sono ancora i pesaresi a subire il salasso maggiore (+105 per cento), piazzandosi al terzo posto in Italia. Seguono gli ascolani (14 esimi con un aumento del 52,4 per cento), i fermani che si collocano al 27 esimo posto (+47,7) e i maceratesi (30 esimi con il 47,1). Mentre Urbino è 60esima con un aumento delle tasse del 34,2 per cento.

Il più virtuoso, tra i Comuni marchigiani, è quello di Ancona, che ha aumentato nel triennio le tasse su immobili e rifiuti dei negozi del 9,7 per cento, piazzandosi al 98 esimo posto della graduatoria nazionale. All’ultimo posto Cuneo dove i commercianti si sono visti ridurre Tasi e Tari del 13,1 per cento.



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