Il bar del Duomo sigilla l’area: "Troppi furti"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 9 settembre 2015 – Piove sul bagnato per i proprietari del bar del Duomo. Oltre al contenzioso amministrativo, davvero complesso e con tempi tutt’altro che brevi, il celebre locale sulla sommità del colle Guasco è pure vittima di furti.

A ripetizione, tra le altre cose, da qui la necessità da parte della proprietà, di inviare una squadra di tecnici ed operai per sigillare l’area del locale – chiuso al pubblico da tantissimi anni – e impedire così l’ingresso di persone indesiderate. I lavori per sistemare questo problema sono partiti lunedì, dopo la segnalazione da parte dei proprietari al momento responsabili, delle avvenute effrazioni. Rubati materiali vari, tra cui anche alcune parti di mobilia. All’ultimo episodio la decisione di intervenire.

La squadra di operai ieri mattina stava lavorando alacremente per concludere l’intervento entro pochi giorni. Pare che oltre ai furti, l’area dell’ex bar del Duomo sia stata utilizzata anche come dormitorio, bivacchi per senza fissa dimora: «Le confermo la notizia – ha spiegato l’ingegnere responsabile dell’intervento di protezione contro furti e atti vandalici al bar del Duomo –, di recente si sono verificati una serie di episodi analoghi, da qui la la decisione di preparare un progetto per impedire ingressi poco graditi. L’area resterà sigillata fino a quando non sarà dato il via libera ai lavori».

Via libera ai lavori che potrebbe non arrivare così presto visto l’andamento del contenzioso che coinvolge una serie infinita di enti e autorità. Oltre ai proprietari che di recente hanno acquisito il locale, Antonio Ambrosio (nella foto a sinistra) e Dalmazio Rossi, gli stessi del ristorante Giardino, dentro la vicenda finita davanti al giudice del Tar Marche ci sono finiti tutti: Comune, Provincia e Soprintendenza ai beni Architettonici delle Marche. Il procedimento ha subìto un primo stop dopo il parere negativo da parte del giudice amministrativo di I Grado che non ha accolto la richiesta della proprietà, a cui si era affiancata l’amministrazione comunale dorica (che in caso di ok alla ristrutturazione del locale e al suo allargamento sarebbe diventato proprietario delle mura). Allargamento della superfice a cui la Soprintendenza in un primo momento aveva detto no.

Quando è tornata sui propri passi, e con l’aggiunta del parere negativo da parte della Provincia, il Tar non ha potuto accogliere la richiesta. Da qui il blocco della procedura e, di riflesso, dei lavori. Il tutto va ad inficiare una apertura prossima di uno dei locali più belli e suggestivi della città. I legali delle rispettive parti coinvolte dovranno studiare il da farsi per sbloccare la questione.

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