«Il bastione scomparso è sotto Raffaello»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Urbino, 5 novembre 2014 – L’Urbino che non ti aspetti riprende vita da un’antica e rara fotografia, datata 1903 ma riferita a un’immagine sicuramente più remota, rintracciata dall’urbinate Ester Arceci. Alcuni ragazzini giocano a bocce su un prato fiorito davanti a un bastione, sotto lo sguardo vigile di un adulto. Sullo sfondo, oltre i pioppi che richiamano la dimensione agreste del territorio, la porta di accesso alla città e infine un campanile che svetta sui tetti.

Oggi occorre molta fantasia per vederci Piazzale Roma, altrimenti noto come Pian del Monte: il campanile di quello che era il convento della SS. Trinità sarebbe stato poi trasformato come il resto dell’edificio per far posto alla filanda, il cui lungo “caminon” come lo chiamavano gli urbinati, avrebbe definito fino agli anni ’40 lo skyline della città prima di far posto a sua volta al discutibile cubo gialloblu del liceo scientifico, in cima a Giro del Cassero.

«La porta, così come il tratto di mura visibile nella foto, venne a sua volta abbattuta nel 1906» ci racconta Michele Betti Coordinatore Nazionale della Società Speleologica Italiana «per rendere più agevole l’accesso alla città, altrimenti pressoché impraticabile». Quello che ci interessa è però il bastione in primo piano. Molti penseranno che anch’esso sia stato abbattuto per far posto al Monumento di Raffaello. Ma non è così. Chiediamo a Betti dove si trova ora.

«Prima di questa foto, stando ai dati in possesso del Gruppo Speleologico Urbino di cui faccio parte, che aveva esplorato e rilevato la cisterna della Trinità (grande cisterna del Monte), ipotizzavamo che il bastione fosse stato in gran parte abbattuto e una minima parte lasciata interrata. Questo perché sino ad oggi non si aveva notizia di un’immagine del bastione. E’ presente in tutte le mappe storiche della città circondato da un fossato (lo stesso Leonardo lo riporta), ma immaginarselo in 3D era veramente difficoltoso. La visione di questa cartolina ha improvvisamente diradato quel velo di mistero che lo circondava palesando la sua posizione. Il bastione si sviluppa infatti tra i due giardinetti, culminando dietro al monumento a Raffaello».

Dunque grazie a questa fotografia possiamo dire che il bastione è rimasto quasi integro, seppur interrato. «Esatto» conferma Betti «e rileggendo con questa immagine negli occhi gli articoli sull’acquedotto della cronaca locale del tempo (L’Eco di Urbino, La Lanterna, L’Aurora) il progetto Falasconi, che prevedeva la sistemazione del fossato del Monte e la formazione dei viali, tutto è molto più chiaro. Il bastione dovrebbe essere pressoché intatto sotto i nostri piedi, al massimo qualche fila di laterizi in meno. Anche se il condizionale è d’obbligo, misurando l’innalzamento della sede stradale Piazzale Roma tramite l’infossamento della porta Timoteo Viti e il declivio da qui alla punta del bastione ne ho quasi la certezza». Un intervento urbanistico meno noto di altri come l’apertura di Corso Garibaldi, ma anch’esso destinato a garantire accessi più agevoli alla città e ai nuovi mezzi.

«URBINO si apprestava a diventare una città “moderna” e per questo occorreva una facile accessibilità a tutte le porte. La creazione dei viali come via facilmente percorribile tra le Vigne e Santa Lucia e la creazione di un belvedere a Pian del Monte comportò l’abbattimento di gran parte della porta e delle mura che la collegavano al bastione della Trinità e l’interramento del bastione del Monte. Un’altra scoperta che l’attivissimo Gruppo Speleologico Urbino può mettere a disposizione del pubblico. «Al momento l’unica parte visibile del bastione è il muro nord-ovest che è stato utilizzato per la costruzione della cisterna che invito a “toccar con mano” facendo un’esplorazione con il Gruppo Speleologico Urbino che guiderà e svelerà i segreti ancora celati sotto questa parte della città».



 

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