Il Carlino in Canada da Bellini: «Ascoli, io non ti lascio. Ma prendo un manager»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Montreal, 23 febbraio 2016 – Il presidente Francesco Bellini a tutto campo dalla sua casa di Montreal. Riproponiamo on line l’intervista uscita lunedì sul giornale, nell’ambito del reportage che il Carlino sta realizzando in Canada e dedicato proprio al patron bianconero.

Presidente, proviamo a fare chiarezza. Davvero vuole lasciare l’Ascoli al termine del suo primo triennio?

«No, non ho avuto la possibilità di spiegare».

Ce lo spieghi, allora.

«Quando ho detto che non avrei lasciato l’Ascoli in mezzo a una strada non volevo far passare il messaggio che avrei lasciato l’incarico di presidente o ceduto le mie quote».

Quindi resta…

«Certo che resto, sono solo un po’ stanco dei tanti viaggi che faccio durante l’anno. Sono voli lunghissimi e non sono più giovane. Sto cercando la persona adatta che mi possa sostituire ad Ascoli per risolvere i problemi quotidiani. Una persona che faccia le mie veci e si relazioni con i dirigenti. Poi, una volta deciso tutto, mi chiameranno perché avrò comunque l’ultima parola. Questo nuovo ingresso sarà il punto d’appoggio su cui si svilupperà il futuro del mio Ascoli».

Sta parlando di Cardinaletti?

«Per il momento non voglio fare nomi. Dico solo che a marzo sarò di nuovo ad Ascoli e annuncerò a tutti la mia scelta. Però su una cosa voglio essere chiaro».

Prego…

«Gli attuali dirigenti resteranno al loro posto, non ci saranno cambiamenti. Stanno tutti facendo un grandissimo lavoro che apprezzo».

Quindi, una volta per tutte, possiamo dire che Bellini resterà ad Ascoli?

«Sì, non ho assolutamente intenzione di andarmene. Ci sono e ci sarò, sto cercando soltanto una persona che conosca il calcio meglio di me. Il calcio è una bestia che ammetto di non conoscere bene».

Resteranno anche tutti i soci? Con Faraotti come è il rapporto?

«Molto buono, come con tutti gli altri. Voglio sottolineare che è molto importante avere al mio fianco persone di Ascoli».

Che obiettivo si pone?

«Prima di tutto dobbiamo salvarci e credo che ce la faremo. La squadra con il Como ha mostrato carattere. Dal lato economico, invece, spero di raggiungere il pareggio di bilancio nel giro di due anni. Finora abbiamo avuto un passivo pesante».

Piccolo passo indietro, con il Como è arrivata una vittoria importante. I giornalisti sono abituati a fare le pagelle a fine partita. Le sue quali sono?

«Mi sono piaciuti tantissimo Petagna, Jankto, Mitrea e Lanni. Ma sono stati tutti bravissimi».

Facendo un rapido calcolo mancano 19 punti per la salvezza…

«Sono sicuro che li faremo, basta giocare come sabato. E poi lo vedete che quando gli arbitri non ci sono contro non abbiamo problemi?».

Pensava di affrontare un campionato così difficile e problematico?

«Nella prima parte della stagione abbiamo avuto dei problemi all’interno dello spogliatoio, qualcuno metteva zizzania. Alcuni giocatori poi sono andati via e ora si vede una squadra affiatata, lo spirito del gruppo adesso è quello giusto. Abbiamo sbagliato a inseguire i nomi. Con i nomi non si vincono le partite. La priorità è salvarci, poi ripartiremo dai nostri veterani come Giorgi e dagli ottimi giovani come Dimarco che resterà con noi ancora un anno».

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