Il centrodestra si spacca: Piunti e De Vecchis vanno da soli

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

San Benedetto, 28 ottobre 2015 – La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni, o di forti ambizioni, spesso. Sabato Pasqualino Piunti annuncerà alla città il progetto politico a sostegno della sua candidatura: appuntamento alle 17 all’Hotel Calabresi per una convention. La decisione però è stata vista come una vera e propria forzatura da parte del resto del centrodestra e ora l’ipotesi che alle elezioni si andrà spaccati è più forte che mai: da una parte Piunti, con l’appoggio di Forza Italia, dall’altra c’è Giorgio De Vecchis di Fratelli d’Italia, che ha ormai raggiunto un accordo con i civici, il Partito Repubblicano e gli altri cespugli della destra sambenedettese. Una missione suicida: il centrodestra spaccato è praticamente un’assicurazione sulla vita del centrodesinistra e del Movimento Cinque Stelle, come in fondo si è visto anche alle ultime elezioni regionali, quando i berlusconiani proposero Gian Mario Spacca e Fratelli d’Italia e Lega Nord portarono avanti un fortunatissimo ticket con Francesco Acquaroli candidato governatore. «Più che spaccare il centrodestra – dicono dalle parti di Fratelli d’Italia – Piunti si sta isolando e sta spaccando Forza Italia». Il riferimento è al fatto che una parte del partito vede con estrema freddezza la lunga marcia dell’uomo che, in fin dei conti, è stato il leader dell’opposizione negli ultimi cinque anni di amministrazione di centrosinistra: si vedrà, per ora la sortita di Piunti ha avuto come unico effetto quello di allontanare gli ipotetici alleati: «Quando uno dice di voler fare quello che vuole – spiegano riferendosi proprio a Piunti – la risposta naturale non può che essere: prego, vada pure». Dal canto suo, il capofila di Forza Italia può rivendicare il fatto che il famoso tavolo del centrodestra ormai non si riunisce più dallo scorso mese di settembre, quando le trattative subirono una brusca frenata e si rimase aggrapati all’ipotesi di un incontro con tutti i candidati per dar modo ai militanti di farsi un’idea. Ecco, questo passaggio non è mai avvenuto e da qui nasce la fuga in avanti di Pasqualino Piunti. Inutile nascondersi dietro un dito: il centrodestra è lacerato, e non solo perché ci sono due nomi molto forti a contendersi il posto da candidato, ma anche per una questione di veti incrociati. C’è anche chi parla della «tecnica delle mezze notizie», ovvero: alla fine quella di sabato non sarà un’iniziativa di Forza Italia ma di Piunti con la sua civica, lasciando da parte i partiti. Una mezza retromarcia, forse: è che i politici hanno una memoria da elefante, nella cristalleria delle buone intenzioni e delle forti ambizioni.

Mario Di Vito

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