Il circolo ricreativo era una bisca, l’ombra del racket dietro al rogo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Civitanova Marche (Macerata), 23 settembre 2014 – Erano stati sequestrati tre anni per gioco d’azzardo fa i locali del circolo privato Quadrifoglio di via Martiri di Belfiore, distrutti domenica mattina da un rogo doloso.

Era il gennaio del 2011 quando un blitz della sezione anticrimine del commissariato culminò con i sigilli della Procura all’appartamento che allora ospitava ufficialmente il circolo ‘Edilizia’, ma ufficiosamente una bisca clandestina e con l’accusa di gioco d’azzardo venne chiuso e il titolare di allora denunciato. Tra i mobili devastati dalle fiamme l’altra mattina, i vigili del fuoco e i carabinieri si sono trovati davanti anche ai resti di tavoli coperti da un panno verde.

Ed è ancora la pista del gioco d’azzardo ad essere stata messa a fuoco dagli inquirenti, quella che viene battuta dall’Arma e su cui si allunga anche l’ombra inquietante del racket. Sembra infatti il più classico dei codici di quel mondo il modus operandi usato dalla mano galeotta, e ancora sconosciuta, che ha lanciato attraverso la vetrata di ingresso trovata sfondata una bottiglia incendiaria, contenente liquido infiammabile, trovata all’interno del locale.

I carabinieri di Civitanova hanno ascoltato il presidente del circolo Quadrifoglio, G. F., che ha riferito di non avere subito minacce né avvertimenti e acquisito anche le testimonianze degli ultimi clienti del locale, che aveva chiuso intono alle cinque, due ore prima che venisse lanciato l’allarme incendio da un cittadino residente nella zona e che ha visto del fumo uscire dalle finestre prima che le fiamme devastassero tutto distruggendo pure elementi che sarebbero stati utili alle indagini.

Spulciato dagli inquirenti anche il registro dei soci del circolo, che sono stati tutti identificati, ed effettuata una ricognizione delle telecamere in uso presso esercizi commerciali e abitazioni vicine al comparto dei negozi e degli uffici sopra cui, al secondo piano, si trova il circolo Quadrifoglio, che invece non era protetto da un circuito di video sorveglianza, mentre è risultata – come è purtroppo prassi costante – non funzionante la telecamera del sistema di sorveglianza comunale installata sopra l’incrocio della superstrada, molto vicina al circolo e che sarebbe stata utile, se attiva.



 

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