Il Comune dichiara guerra ai piccioni: arriva il mangime per sterilizzarli

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 17 febbraio 2016 – Troppi piccioni sui tetti dei palazzi del centro e che svolazzano da una piazza all’altra, un sovraffollamento che porta anche a un incremento degli escrementi che imbrattano edifici storici e mettono ‘a rischio’ l’incolumità dei pedoni. Così il Comune ha deciso di correre ai ripari e di avviare la sperimentazione di una sorta di mangime anticoncezionale per andare a contenere il numero delle nascite. Braccio operativo del Comune sarà il Cosmari che da ieri mattina ha messo al lavoro un suo addetto per la distribuzione di mangimi specifici che contengono un enzima che riduce progressivamente la capacità dei piccioni di procreare. Un metodo innovativo già diffuso in diverse città italiane e che non impatta in modo violento sugli animali. «Per le prime due settimane – spiega Giuseppe Giampaoli, direttore del Cosmari – distribuiremo mangime normale, senza l’enzima, per far abituare i piccioni alla presenza dei nostri operatori e del nuovo mangime. Solo successivamente introdurremo l’enzima antifecondativo. L’operazione andrà avanti per cinque giorni a settimana, per un totale di sei mesi e i risultati, già sperimentati in altre città, sono molto positivi».

Gli addetti del Cosmari entreranno in azione tutte le mattine poco prima delle 7, distribuendo il mangime in sei zone del centro in cui si concentrano maggiormente i piccioni, come piazza della Libertà o piazza Mazzini, e dopo mezz’ora passeranno a ritirare il cibo rimasto, in modo che non rimanga a terra a sporcare le strade o possa entrare in contatto con le persone. Impegnato al momento un solo operatore per un paio d’ore al giorno, contenuti i costi del progetto: appena 9mila euro per l’acquisto del mangime per tutta la stagione.

«Prima di partire con il progetto – aggiunge Giampaoli – il Comune ha organizzato una serie di corsi di formazione ad alcuni nostri addetti che ora sanno come muoversi con i piccioni e dove distribuire il mangime, per cui ora siamo in grado di mettere a disposizione diverse persone sul territorio, nel caso il progetto voglia essere replicato anche in altre zone o l’esperienza estesa in altri Comuni».

Chiara Sentimenti

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