Il Comune non trascrive le nozze gay. E ora gli sposi vanno in tribunale

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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10 settembre 2015, Ascoli – Si sono conosciuti tre anni e mezzo fa a Rimini, dopo sei mesi hanno deciso di convivere, lo scorso 7 aprile è stato il giorno più bello della loro vita, come si dice del matrimonio, che hanno celebrato all’estero. La festa per amici e parenti è stata a luglio in un agriturismo, poi il viaggio di nozze. E poi il rientro, il lavoro, la vita di tutti i giorni. Come tutti. O no? O no. Stiamo parlando di Francesco e Giampiero, residenti a Folignano, sposi a Oslo, non per scelta ma per costrizione. Francesco è umbro, e si è trasferito nel Piceno dopo aver trovato un lavoro in zona. «In Europa ci sono due paesi in cui possano sposarsi persone dello stesso sesso che non ne abbiano la nazionalità – ci dice –. Sono il Portogallo e la Norvegia, ma in Portogallo avremmo dovuto trovarci un avvocato che ci rappresentasse, mentre per la Norvegia abbiamo potuto fare tutto da casa, a costo zero, tranne andare all’ambasciata a Roma per i timbri sui documenti».

Le notizie che arrivano dalla televisione non provengono da lontano e non sono destinate altrettanto lontano. Martedì scorso, per esempio, abbiamo sentito che il Parlamento europeo ha «bacchettato» l’Italia (dopo analogo gesto della Corte di giustizia europea) affinché offra la possibilità giuridica di «coabitazione, unioni di fatto registrate, e il matrimonio» alle persone dello stesso sesso. Tutto questo nel rapporto sulla «Situazione dei diritti fondamentali nella Ue». Diritti fondamentali, dice l’Unione europea. E invece venerdì scorso Francesco e Giampiero hanno presentato al tribunale di Ascoli un ricorso, curato dall’avvocato Davide Sciamanna, contro il rifiuto da parte del Comune di Folignano, di trascrivere le nozze contratte in Norvegia.

«Di ritorno da Oslo non siamo riusciti a parlare con il sindaco, al quale avremmo voluto esprimere le nostre ragioni – racconta ancora Francesco –. Così abbiamo presentato domanda di trascrizione in Comune, rigettata dopo dieci giorni. Passata l’estate, il nostro avvocato ha inoltrato ricorso in tribunale». La festa a Campli, peraltro, non è stata soltanto una cena, con musica, scherzi e via celiando. Alle 18,30, infatti, la serata è iniziata con un contratto tra privati, preparato dallo stesso avvocato Sciamanna: scambio di promesse da parte degli sposi, firma. «E dire che a Oslo – conclude Francesco – Ci siamo sposati in tribunale insieme a molte coppie etero. Il nostro turno è arrivato intorno alle ore 14. Noi due, con due testimoni ciascuno. Nell’attesa, più d’un norvegese ci ha chiesto come mai dall’Italia avessimo scelto di arrivare fin là per sposarci. Tutto ciò che non capivano era la distanza da casa». Il tempo? «Siamo partiti il 5 aprile, siamo tornati l’8. È stato soleggiato tutto il tempo, e la temperatura era mite. Per il viaggio di nozze, invece, abbiamo scelto le isole Eolie, ad agosto». L’autunno caldo, per i neosposi, potrebbe essere in tribunale.

 

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