Il contrappasso dei comunicatori

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 16 dicembre 2014 – «Conosco Cristiano e Emanuele (i grafici di The Garage Creative Studio, ndr) da ormai tanti anni. Sono certo che non hanno copiato: sono professionisti seri; sono scout; non possono essere così stupidi». Il commento è di Mirco Ballerini, già primo consigliere comunale di M5S e prossimo candidato alle regionali. Sull’argomento il sindaco Matteo Ricci ci ha detto: «Non ho scelto Cristiano Andreani, per le primarie del Pd, per le elezioni comunali e adesso per il city brand, per ragioni politiche. Ma solo perché apprezzavo le magliette che avevano fatto sulla città. Ho sempre pensato da quello che leggevo su Facebook che Andreani fosse più vicino ai grillini. Era molto critico con gli altri…».

Alle volte, inserito in questo mondo molto virtuale – dove i punti di vista non sono più esterni, ma intorno a noi (citazione da Derrick de Kerckhove, erede di Marshall McLuhan) – riesco ancora a sorprendermi. Di come lo strumento social network sia invasivo e facilone. E di come anche chi si gloria come grande conoscitore e frequentatore rischia di venirne travolto. Il Carlino ha raccontato dall’inizio la vicenda del city brand. Mettendo sul piatto la presentazione del sindaco con tutte le spiegazioni, i costi che il Comune dovrà sostenere, le somiglianze del brand con altre realtà da New York a Belfast, fino a Pordenone. Per il valore cittadino dell’impresa (tutto da verificare) e per il costo sostenuto dal Comune (molto ridotto rispetto a ben altre uscite per la comunicazione) ce ne siamo occupati anche troppo. Subendo indirettamente anche noi la legge del contrappasso che ha colpito il sindaco comunicatore e lo studio grafico da lui prescelto. E’ evidente anche a coloro che non frequentano Fb che se posizioni la tua attività politica sulla comunicazione, rischi l’effetto rimpallo.

E, alla prima occasione, il rimbalzo è doloroso. Un po’ quello che è accaduto allo stesso Matteo Ricci con il festival della felicità e il Bil ai tempi della Provincia (Gian Mario Spacca lo ha perfidamente ricordato nel giorno della nascita di Marche 2020). E’ un po’ quello che è accaduto con la stagione turistica lunga, diventata, parola di sindaco: «Una grande promozione turistica a ferragosto». Nulla di più. E’ quello che accadrà ancora se la toppa usata è peggio del buco: «L’importante è che se ne parli, perché è tutta pubblicità…» (Ricci dixit). Quindi non conta quello che si fa, ma solo quello che si dice. Oppure conta, per tornare all’inizio, chi fa le cose o a quale gruppo o sodalizio appartiene. Ai cultori del social network offro una parabola che non vai mai dimenticata, presa direttamente dal vecchio comunismo: «Attento ci sarà sempre uno più puro di te che ti epura». Vale per la politica di adesso, per i city brand e per chi abusa di social network.



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