Il divo Sgarbi e il nostro Arco

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Ancona, 23 settembre 2014 – NON PENSAVO che il mio commento alle dichiarazioni in televisione di Vittorio Sgarbi sui Bronzi dorati di Cartoceto di Pergola potesse avere una così vasta eco sui media. Consentitemi quindi di tornare sull’argomento. Prendo atto che il divo Vittorio abbia dichiarato che le sue polemiche con Ancona sono “per divertimento”, così magari qualcuno in città smetterà di andargli dietro, continuando a criticare tutto quello che si fa (o non si fa), senza però avanzare proposte concrete per migliorare la situazione.
Sono inoltre lieto che, come sempre avviene quando c’è una polemica che vede Sgarbi protagonista, in tutta Italia si sia parlato dei Bronzi dorati, dei quali, con buona pace del sindaco di Pergola e del direttore della Confcommercio di Pesaro, pochi conoscono l’esistenza. Adesso però, se non vogliamo che questo exploit rimanga solo un’ulteriore puntata della diatriba bronzi ad Ancona o a Pergola, bisogna provare a guardare avanti. Perciò, accantoniamo per il momento la questione sulla definitiva collocazione del gruppo scultoreo romano (che comunque rimane un problema da risolvere, prima o poi).
Se Sgarbi è disponibile, credo che l’idea di portare i Bronzi all’Expo debba essere concretizzata. Non spetta certo a me deciderlo, ma alla Soprintendenza di Ancona e al Mibact, tuttavia penso che, se non vi sono controindicazioni per la conservazione e la sicurezza dei reperti, sarebbe importantissimo per l’immagine delle Marche avere a Milano i Bronzi di Cartoceto.

 L’amministrazione di Pergola non vuole cogliere quest’opportunità (anche se non sta a loro deciderlo, i Bronzi sono patrimonio della Nazione Italia), oppure non è consigliabile spostare le statue per il rischio di una loro compromissione, o perchè il costo del loro trasporto in sicurezza sarebbe eccessivo? Bene, abbiamo la soluzione a portata di mano: basta prendere la copia perfetta dei Bronzi attualmente a Palazzo Ferretti di Ancona (che avrebbe dovuto sostituire gli originali attualmente a Pergola, durante il periodo di pendolarismo previsto dagli accordi del 2001 tra il Ministero, le province di Ancona e Pesaro e i sindaci dei comuni di Ancona e Pergola), imballarla con le dovute cautele, farla assicurare dall’organizzazione dell’Expo, scrivere con chiarezza che si tratta di una copia dei Bronzi proveniente dal Museo Archeologico delle Marche di Ancona (che potrebbe prestare anche qualche altro importante reperto, magari della civiltà picena), precisando che (al momento) è possibile vederne l’originale a Pergola, e il gioco è fatto. Può sembrare una proposta un po’ semplicistica, se ci si limita solo a questa sorta di “passerella” dei Bronzi a Milano. C’è però ancora il tempo per organizzare una serie di interventi per dare maggiore visibilità al Museo Archeologico Nazionale, come l’assessore anconetano alla cultura Paolo Marasca ha dichiarato di voler fare, in collaborazione con la Soprintendenza regionale. 
Formulo pertanto una proposta: nel 2015 cade un importante anniversario per celebrare la storia plurimillenaria di Ancona: sono 1900 anni dalla costruzione dell’Arco di Traiano, eretto, pare su progetto dell’architetto Apollodoro di Damasco, nel 115 d.C. Accanto alla Cattedrale di San Ciriaco, emblema religioso di Ancona, l’Arco di Traiano è il simbolo laico della città, del suo porto, della sua vocazione cosmopolita, porta d’Oriente aperta sull’Adriatico e sul Mediterraneo. Allora, approfittando del grande afflusso di turisti per l’Expo, creiamo una serie di eventi, anche internazionali.

* Presidente del Sistema Museale di Ancona



 

Precedente Ospedale, un’attesa senza fine: sesto piano sempre abbandonato Successivo Prende avvio "Casa Matì" il primo asilo nido domiciliare