Il giallo del feto, spunta un furgone sospetto

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova, 28 dicembre 2015 – C’è un furgone bianco che compare nelle immagini registrate dalle telecamere della gioielleria Dora Lombardi che alle 4.30 della notte tra il 22 e il 23 dicembre si ferma sulla strada provinciale Maceratese e su cui sta indagando la polizia nel tentativo di dare un volto a chi ha abbandonato il feto di cinque mesi di una bambina sulla panchina sotto la pensilina della fermata dell’autobus a Trodica di Morrovalle.

Ma c’è anche una donna straniera che quella stessa notte s’è presentata al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata con una perdita anomala di sangue dall’utero (sanguinamento uterino atipico): è stata medicata e poi dimessa. Sono queste le due piste battute dagli inquirenti – il commissariato di Civitanova e la squadra mobile di Macerata, coordinati dai pm Claudio Rastrelli e Luigi Ortenzi – anche sulla base della ricostruzione fatta dalla quindicenne di Morrovalle, che alla polizia ha raccontato di avere visto alle 7.30 di mercoledì scorso un sacchetto di una nota profumeria di Macerata su una panchina a Trodica, nei pressi della fermata del bus.

Secondo il suo racconto, l’involucro era ancora lì quando è tornata dalla scuola. A quel punto lo avrebbe preso incuriosita e convinta che contenesse qualcosa di prezioso, e per aprirlo si è data appuntamento con una compagna di scuola a Civitanova. Insieme si sono dirette in una galleria al piano terra di un grosso palazzo del centro, al civico 176 di corso Dalmazia, e in un angolo nascosto lo hanno aperto. Conteneva buste di plastica della spesa e dentro c’era il feto di una bimba. Erano le 17.30 di mercoledì.

Questa versione, che la ragazzina ha fornito in commissariato durante l’interrogatorio, viene scandagliata e verificata dagli inquirenti, che stanno incrociando le parole dell’adolescente con le immagini delle sei telecamere della gioielleria Dora Lombardi di Trodica, puntate su un ampio piazzale e anche sulla pensilina. Sono state visionate ore di registrazione, ma in quelle immagini (per ora) non c’è la soluzione del mistero. Non si vede con chiarezza nessuno che lascia quel sacchetto sulla panchina e non si vede nemmeno la ragazzina che dice di averlo raccolto lì.

Gli inquirenti – la Procura della Repubblica di Macerata ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per il reato di interruzione illegale di gravidanza – procedono nell’esame di ogni dettaglio colto dalle telecamere e stanno anche facendo degli accertamenti sul furgone bianco che si ferma sulla strada, proprio vicino alla pensilina, alle 4.30 della notte precedente il ritrovamento del feto a Civitanova.

Nei filmati dell’impianto di videosorveglianza si vede scendere una donna con la gonna e il cappotto, ma dalla portiera sul retro del furgone e non dall’abitacolo, che poi si dirige verso l’altro lato della strada, dove si trova il distributore di benzina, e a quel punto il veicolo se ne va e sparisce dalla visuale delle telecamere. Una donna. Come quella che ha fatto ricorso alle cure dell’ospedale nella notte tra il 22 e il 23 dicembre, dichiarando di aver avuto un aborto spontaneo mesi prima. In questo caso commissariato e squadra mobile stanno verificando se sia lei la mamma della neonata oppure se si tratti soltanto di una coincidenza. La donna – straniera, circa 30 anni – è stata identificata ma non ancora sentita, mentre si stanno conducendo verifiche anche sugli altri ospedali della zona e non solo.

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