Il ‘Giuramento’ del Podesti trova finalmente la sua casa

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 25 giugno 2015 – IL QUADRO simbolo di Ancona, il Giuramento degli Anconetani del Podesti, lascia finalmente la sala dell’ex consiglio comunale e si trasferisce nella Pinacoteca, che a luglio riaprirà dopo alcuni anni di chiusura per i lavori di ristrutturazione e ampliamento. Luendì l’assessore alla cultura Paolo Marasca in persona ha assistito alle operazioni di distacco dalla parete, ‘arrotolamento’ e infine di trasporto dell’opera affidate a Carlo Giantomassi e Donatella Zari.

I due grandi restauratori italiani, tra i più famosi e apprezzati in circolazione, sono gli stessi che alcune settimane fa, su invito dello stesso Marasca, hanno compiuto un esame preliminare sullo stato di conservazione della grande tela. Un momento importante per la città, anche perché sottolinea l’assessore, «il dipinto trova finalmente la sua collocazione naturale, in quella Pinacoteca che nasce proprio con una donazione del Podesti. L’opera, di grande valore simbolico e storico, è da rilanciare. Per questo in Pinacoteca avrà una sala tutta sua, con un allestimento ad hoc curato dagli architetti Mauro Tarsetti e Massimo Di Matteo, che riguarda anche il pavimento. L’obiettivo dell’allestimento è coinvolgere lo spettatore nel quadro».

A QUALCUNO potrebbe dispiacere di non vedere più il Giuramento degli Anconetani a Palazzo del Popolo, ma l’assessore ricorda che «questa non è più la sala consiliare». Quella nuova è a Palazzo degli Anziani, ma non c’è mai stata l’idea di trasferire lì il grande quadro. Nessun dubbio: la ‘casa’ del capolavoro di Francesco Podesti è là, nella Pinacoteca Comunale.

E pensare che il quadro, premiato all’Esposizione universale di Londra del 1851 e a quella di Parigi del 1855, di case ne ha avute tante: il convento di San Francesco alla Scale, dove fu danneggiato dai bombardamenti (tanti i rattoppi messi per rimediare alle ferite provocate dalle schegge apparsi ieri sul retro della tela), il Palazzo degli Anziani, la sala della giunta e poi l’attigua sala del consiglio. Per ammirare di nuovo l’opera bisognerà aspettare l’imminente riapertura della Pinacoteca. Non ci si può muovere con la fretta, perché, osserva Marasca, «con le opere d’arte ci sono sempre problemi burocratici, e poi ci vuole attenzione nel maneggiare quadri del genere. A luglio comunque riapriremo il seminterrato, il primo e il secondo piano. Forse ci saranno anche un paio di novità in fatto di opere. Dopo la riapertura e l’organizzazione del lavoro cercheremo anche di mettere ordine nel patrimonio artistico cittadino, recuperando opere sparse in vari luoghi».

Quanto al ‘vuoto’ lasciato nell’ex sala consiliare, niente paura. In qualche modo lo si riempirà, visto che, ricorda Marasca, lo spazio è destinato a diventare una sala multimediale per eventi e incontri.

 



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