Il lavoro che c’è

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 9 febbraio 2015 - Potrebbe sembrare un paradosso, ma è la realtà: in un periodo in cui la disoccupazione è alle stelle e quella giovanile ha raggiunto picchi mai visti prima, ci sono settori produttivi che «supplicano» le persone ad andarli a trovare in azienda per imparare quel mestiere e poi semmai essere assunti. E’ il caso di un marchio storico della moda per bambini: ‘Simonetta’.

In sostanza non si trovano sarti neanche a pagarli oro. Così come non si trovano falegnami, panettieri, insomma quei lavori storici dell’artigianato. E mentre raccontiamo tutto questo spuntano cento lavoratori che invece non vengono pagati da cinque mesi: sono quelli dei supermercati ‘Ecco’ che hanno deciso da giorni di incrociare le braccia e sono costretti a vendersi le fedi nuziali per andare avanti.

E’ evidente che davanti a questi scenari qualcosa non funziona. Si deve cambiare registro. Bisogna riconvertire le proprie professionalità e andare incontro a chi il lavoro lo vuole dare. Un cambiamento che la politica deve accompagnare senza andare solo in soccorso quando tutto è più difficile, o forse impossibile, da recuperare.



LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Precedente Fabriano - Fondi statali dimezzati «Costretti a svendere» Successivo Cgil, 5 milioni ore di Cig a dicembre