Il Lutto – Addio al ‘preside’ Ugo Duca «La fama dell’Itis? Merito suo»

preside ugo ducaFabriano – TRE MESI dopo il decesso dell’amatissima moglie Ester Merloni, si è spento all’Hospice il 94enne Ugo Duca (foto), per generazioni di fabrianesi semplicemente ‘il preside’. Una figura che in queste ore viene ricordata con tanto affetto. Il rito funebre c’è stato stamane alle 11 nella chiesa della Misericordia con successiva tumulazione nella tomba di famiglia ad Albacina. Riposerà assieme alla moglie e al suocero Aristide Merloni, capostipite della dinasty industriale fabrianese e padre degli imprenditori Vittorio (fondatore Indesit), Francesco (guida storica dell’Ariston) e Antonio, ex proprietario della Ardo. Ma, appunto, Ugo Duca è sempre stato un riferimento per la città sin da quando ha studiato come chimico per poi divenire docente del locale istituto tecnico industriale nel 1948, ruolo portato avanti per 17 anni. Poi, nel 1965, la promozione a preside proprio dell’Itis guidato ininterrottamente fino al 1988 e dunque prima e dopo l’intitolazione della scuola al suocero Aristide Merloni, avvenuta nel 1971. Quarant’anni nell’istituzione scolastica che hanno visto migliaia di fabrianesi confrontarsi con un uomo di grande rigore morale, di quelli che non passano certo inosservati. «Ricorderò sempre – afferma l’ex sindaco Roberto Sorci – la mia prima esperienza da docente con lui come preside che si metteva ad origliare dalla porta dell’aula per capire se ero all’altezza di quel compito. E così faceva anche con tutti gli altri docenti perché voleva essere sicuro del valore degli insegnanti per tenere alto il buon nome dell’istituto». Insomma, un dirigente scolastico tutto d’un pezzo, «di quelli – ricorda l’ex alunno dell’Itis Angelo Cola – che hanno conquistato il rispetto di tutti. Non dimenticherò mai quando fece posizionare gli altoparlanti nelle classi e lui effettuava comunicazioni alla totalità degli allievi e insegnanti esordendo con l’incipit ‘è il preside che vi parla’. E ancora quella volta che venne in aula ad ascoltare la lezione del professore di turno e poi di colpo mi chiamò alla lavagna per interrogarmi in prima persona. Magari sarà stato anche tosto e severo ma, credetemi, se in quegli anni all’istituto fabrianese arrivavano studenti da ogni angolo d’Italia il merito è stato soprattutto della sua illuminata visione. Ve lo dice uno che con il preside si è scontrato spesso ai tempi dei movimenti studenteschi eppure mi porterò sempre uno splendido ricordo di una persona vera ed enormemente carismatica».

Fonte Il Resto del Carlino – Alessandro Di Marco –

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