Il maltempo mangia la costa, adesso si contano i danni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), 7 febbraio 2015 – Il mare molto mosso da sud-est sta mettendo a dura prova tutta la Riviera delle Palme, da Porto d’Ascoli e Marina di Massignano. Durante la notte, in molti punti, il fenomeno erosivo si è fatto molto consistente. Le onde hanno raggiunto gli stabilimenti balneari e sono arrivate fin sulla passeggiata a mare, come nel caso di viale Colombo a Grottammare. Partiamo da sud.

Nella zona dell’ex camping, dove ci sono le strutture sportive del beach volley, il mare è arrivato a ridosso del piano rialzato, finendo per ingoiare gran parte del materiale che era stato stoccato sulla spiaggia, fenomeno che si è registrato anche alla foce dell’Albula, dove tutto il materiale recuperato nei mesi precedenti è stato prelevato dal mare è portato via. Tornerà a riva nei prossimi giorni e sarà punto a capo, con i costi che ne conseguono. Danni anche nei pressi del «Ragn’a vela», a Porto d’Ascoli, con le imbarcazioni che sono finite ammucchiate nella foce del Ragnola. Le mareggiate stanno seminando danni che poi dovranno essere riparati a caro prezzo. Se la costa fosse messa in sicurezza prima dei disastri, tutto costerebbe notevolmente meno.

Ci riferiamo al rinvio dei lavori alla foce dell’Albula, ma anche e soprattutto a quello che accade a Grottammare, dove ci sono diverse criticità che non ci stancheremo di ripetere. Ora ancor di più, dopo la notizia che il Piano della Costa della Regione Marche non ha preso in considerazione i lavori sul litorale di Grottammare. La cosa singolare è che i politici, regionali, si ritengono soddisfatti di essere riusciti a strappare la promessa che le osservazioni al Piano della Costa presentate dal comune di Grottammare, forse, saranno inserite nel 2016, per essere finanziate ed eseguite, forse, nel 2017. Di questo passo i danni, fra due anni, saranno incalcolabili, altro che un milione e 200 mila euro per costruire 850 metri di nuove scogliere, per colmare le zone scoperte da nord del Tesino all’ultimo blocco di 4 scogliere ai confini con quelle di Cupra Marittima. Il balcone sul mare del nuovo lungomare è già in pericolo.

Le onde, a causa della mantellata di scogli franata, hanno scavato il massetto del camminamento. La situazione non è migliore nella zona nord. Durante la notte il mare è arrivato sulla strada a ridosso della testata della pista ciclo pedonale. Scavate le fondamenta del Circolo velico «Le Grotte», inondata di detriti la pista ciclo pedonale che non è più protetta dalla scogliera radente quasi letteralmente sprofondata. Il riporto di massi, eseguito dal Comune, è servito a limitare i danni nell’area della stessa testata e in zona Saccoccia, dove la pista ciclo pedonale è interrotta da un paio di mesi a causa dei danni provocati dall’erosione che ha scavato e spezzato il massetto di cemento armato.



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