Il marchio Parima torna a vivere

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Macerata, 13 novembre 2014 – Tornerà in forno il pane della Parima. Una società infatti ha appena acquistato il marchio, assieme a quelli «Forno Piceno» e «Antichi Forni». A rilanciare i «Panifici riuniti maceratesi» è la Farmont Food srl, con sede a Monteleone di Fermo, guidata dall’imprenditore bolognese Pierluigi Peri; la società, il cui amministratore delegato è Mauro Vitali, ha appena acquistato dal fallimento i tre marchi, ed è pronta a riportare sul mercato i prodotti dell’azienda nata a Macerata nel 1969. A questo punto, c’è da vedere cosa ne sarà dei prodotti con marchio simil-Parima che si trovano ora nei supermercati.

Su questo acquisto, Peri stava lavorando dal settembre dell’anno scorso con il commercialista Francesco Columbro di Fano, trattando i dettagli con i curatori che si occupano dei fallimenti delle due società, la prima creata dai fornai maceratesi, e la seconda nata con l’affitto del ramo d’azienda da parte dell’imprenditore jesino Luca Gastreghini. «L’operazione – spiega Peri – rientra nell’obiettivo di crescita di filiera alimentare che ci siamo posti per i prossimi anni. I marchi Parima, Forno Piceno e Antichi Forni sono assets immateriali importanti per completare la nostra gamma prodotti, mancante per il pane, i dolci e i prodotti da cereali». La Farmont infatti intende proporsi ai clienti con un pacchetto completo fatto di pasta fresca, gastronomia, pane, dolci, uova pastorizzate. «Vogliamo offrire tutto questo ai rivenditori sul territorio nazionale: una filiera completa del settore alimentare. Contiamo di essere pronti al massimo per l’inizio del 2015».

Dove in concreto avverrà la produzione è un punto ancora aperto, legato anche alla reazione che avrà Gastreghini, che aveva preso in affitto la Parima dopo il fallimento, e che nel luglio dell’anno scorso all’improvviso chiuse i cancelli dello stabilimento di contrada Mozzavinci, lasciando a piedi i 24 dipendenti. Da allora, la società dello jesino vende il pane anche con un’etichetta molto simile a quella della Parima, con il marchio «Panificio Maceratese». «Da quando ha chiuso l’attività e avviato la procedura fallimentare, Gastreghini sta usando i codici a barre che però appartengono alla Parima, e dunque al fallimento, e quindi a noi che li abbiamo appena comprati con il marchio. Nessun altro può usarli. Se lui vuole discuterne con noi, siamo pronti a farlo; in caso contrario, faremo valere questa irregolarità e partiremo noi con la nostra produzione, e usando i nostri codici a barre».

Se il pane a marchio Parima tornerà sugli scaffali dei supermercati, non arriverà dallo stabilimento di contrada Mozzavinci, del quale Peri canta il requiem: «E’ in condizioni di degrado totale, per rimetterlo a posto ci vorrebbe un investimento importante. Ma non ne vale la pena quando il mercato offre tante strutture nuove, a norma». Come per lo stabilimento, così per ora non sembra ci siano prospettive per gli ex dipendenti Parima, per lo meno fino a quando non si chiarirà la questione della produzione con Gastreghini.



 

Precedente Colpo al Baretto, ladri in fuga Successivo FABRIANO - Cittadella dello sport pedonale, un coro di 'no'