Il mare spiaggia tartarughe

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 24 novembre 2015 – Un’altra tartaruga spiaggiata nel nostro mare. E’ stata rinvenuta ieri mattina (morta) nei pressi del Bagni Gelsi, Sottomonte. Verrebbe di pensare che sia colpa del freddo improvviso di questi giorni, col termometro precipitato di una decina di gradi. Sbagliato. Premesso che il mare cede calore molto lentamente, e ancora pochi giorni fa la temperatura dell’acqua era di 17°, non è ancora il tipo di inverno che possa creare problemi a ‘Caretta caretta’, che ha condizioni limite di sopravvivenza al di sotto dei 10 gradi.

La conferma viena dalla Fondazione catacea di Riccione, che ha una notevole banca dati in proposito: «Le tartarughe ritrovate in questi giorni probabilmente sono morte al largo e sono state spinte a riva dalla mareggiate – spiega la biologa Valeria Angelini – le cause di morte nella grande maggioranza dei casi sono legate alla pesca, con reti a strascico e da posta. I casi di shock termico avvengono solo in condizioni particolari: ne abbiamo registrati parecchi a gennaio e febbraio 2012, anno di grandi nevicate».

QUALCHE DATO. Finora nel 2015 la Fondazione ha registrato 600 tartarughe recuperate (in maggioranza morte) nell’area di competenza (Emilia Romagna e Marche); di queste 48 hanno riguadagnato il mare dopo essere state curate. Perché tanti casi? «L’Adriatico è da sempre una zona di alimentazione delle tartarughe – aggiunge la biologa – che negli stadi giovanili si nutrono di zooplancton e da adulte mangiano prevalentemente sul fondo: crostacei, molluschi e pesci. L’innalzamento delle temperature a seguito dei cambiamenti climatici ha fatto prolungare la loro permanenza nel nostro mare».

Il direttore della Fondazione Sauro Pari puntualizza: «Il numero di tartarughe recuperate è pressoché raddoppiato nelle Marche: 96 lo scorso anno (in 12 mesi), già 160 in questo 2015; di queste 26 sono state recuperate vive (contro le 12 di un anno fa)». Spiegazioni? «Un incremento di presenza della specie nel medio-alto Adriatico, dove le tartarughe permangono anche in inverno attratte dal cibo; un maggiore sforzo di pesca, soprattutto con reti da posta, posizionate sul fondo anche al largo; e una raccolta dati più capillare».

ma.ci.

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