«Il mio funerale deve essere una festa»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Tolentino (Macerata), 28 ottobre 2014 – Campane a festa per l’ultimo saluto a Silvana Crocetti, la casalinga di sessant’anni che si è spenta sabato a causa di un brutto male. E’ stata lei stessa a indicarlo nel testamento, scritto prima di andarsene, in cui ha organizzato anche il suo funerale. Svoltosi ieri alle 15.30, in una basilica di San Nicola.

Un funerale speciale, come lei, in cui si è parlato d’amore, non di morte. Con ventisette sacerdoti sull’altare e il vescovo Nazzareno Marconi a celebrare la messa. «Desidero che sia una festa – ha lasciato scritto Silvana – perché sono ritornata nella casa del Padre. Chiedo perdono se ho fatto soffrire qualcuno, vi ringrazio di cuore per tutto ciò che mi avete donato nella vita. Un grazie infinito a mio marito, con cui ho condiviso gioie e dolori e che mi ha accompagnato nei momenti difficili. Non ci sono parole per descrivere la sua bontà nei miei confronti».

E’ stata lei a volere che la figlia Sara cantasse gioiosi brani in spagnolo, è lei ad aver pregato che nessuno dei presenti piangesse. E, commozione a parte, per eseguire le sue volontà e forti nella fede, lo stesso amato Maurizio, i figli Marco, Sara, Paolo e i nipoti Letizia, Mariachiara, Adelaide, Simone e Andrea, hanno sorriso a chi era lì con loro.



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