Il Pd tra urla e confessioni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 8 ,arzo 2015 - Il Pd farebbe bene a mettere i tornelli ai seggi, come succede negli stadi per frenare l’ardore dei suoi ultrà. E magari anche i biglietti all’ingresso – nominativi ovviamente – per schedare gli elettori di centrodestra che infileranno la loro manina nell’urna. Era tutto iniziato con l’appello al fair play, invece è finita in rissa. In qualche modo l’aveva previsto uno che di elezioni ne ha fatte di ben più calde, Alferio Canesin. «Se vogliono la guerra – disse – qui troveranno pane per i loro denti». E guerra è stata. Giovani contro vecchi, tutti contro tutti. L’altro giorno, su Facebook, lo stesso Canesin, caranciniano di ferro, ha tirato le orecchie a Maurizio Saiu, uno dei più concitati mandrelliani: «Saiu, ti do un consiglio. Taci, così fai più bella figura».

Ma, udite udite, anche Angelo Sciapichetti ha rischiato di perdere le staffe, e ha invitato al silenzio Caterina Rogante (pro Carancini), più o meno con gli stessi toni: «Cara Caterina, faresti meglio a tacere». Sul campo di battaglia di Facebook, il partito delle tante anime e delle correnti infinite si è dilaniato in polemiche aspre che hanno sfiorato gli insulti. Ma al di là del botta e risposta al vetriolo tra le seconde e terze linee, bisognerà tenere a mente le considerazioni dei candidati. Da quella di Carancini, secondo cui la vittoria di Mandrelli riporterebbe al governo della città una cerchia ristretta e lobbistica al potere; a quella di Mandrelli, per il quale solo una sua vittoria consentirebbe a Macerata di tornare a essere una città civile. Quando il Pd parla di se stesso riesce a dire cose ben peggiori dell’opposizione. Le primarie sono come un enorme confessionale pubblico, in cui i peccati del partito che domina la città vengono messi in piazza dagli stessi peccatori. Ma tutto questo dura un mese o poco più. Da domani, dopo le ultime liti, comincerà la cerimonia della pacificazione, officiata da Angelo Sciapichetti e dagli altri big, che dovranno ricucire gli strappi in vista delle elezioni vere, quelle di maggio, comunali e regionali. La corsa verso il mantenimento del potere convincerà tutti (o quasi tutti) a dimenticare gli insulti e soprattutto ad autoassolversi dai peccati.



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