Il porto delle sabbie: la ‘Marina’ minaccia carte bollate

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Porto San Giorgio, 14 febbraio 2015 – «Provvedete immediatamente al dragaggio e a liberare l’area portuale dalla sabbia, altrimenti adiremo le vie legali». La società ‘Marina’ di Porto San Giorgio spa, concessionaria della struttura portuale, a brutto muso contro Comune e Regione, richiamando entrambi a quelle che ritiene siano le loro responsabilità riguardo al dragaggio e alla sistemazione della sabbia ammucchiata nella zona portuale. La società sostiene che tali incombenze competano agli enti pubblici ai quali si rivolge, chiedendo loro di intervenire con sollecitudine, pena il ricorso da parte sua alle vie legali per il risarcimento dei danni subiti dal persistere della situazione. E lo mette per iscritto in una lettera a Regione, Comune, agenzia del demanio e Ufficio circondariale marittimo di Porto San Giorgio. Secondo i concessionari, in seguito all’ordinanza con cui il Circomare ha interdetto la navigazione nel canale d’ingresso al porto alle barche con pescaggio pari o superiore a 2,50 metri a causa dell’insabbiamento, la maggior parte delle imbarcazioni ospiti si troverebbe ‘prigioniera’. Gli stessi concessionari fanno risalire l’insabbiamento al continuo ripascimento eseguito dai Comuni a nord e al deposito della sabbia trasportata dalla corrente non all’interno del porto, bensì nello specchio d’acqua prospiciente all’area in concessione, per cui i lavori di dragaggio spetterebbero agli enti pubblici. La ‘Marina’ ricorda che nel passato, per rendere il servizio ai propri clienti, si sono più volte prestati ad effettuare gli escavi, ma che la situazione economica ora non glielo consente più.

«E anzi – sottolineano – la mancata pulizia del tratto di mare pubblico provoca lo scivolamento della sabbia all’interno del porto turistico, aggravando la situazione e le spese a nostro carico, per cui invitiamo e diffidiamo gli enti a voler immediatamente porvi riparo, facendo presente che, in caso di ulteriore inattività, saranno considerati responsabili dei danni da noi subiti e che ci riserviamo di adire le vie legali per la tutela dei nostri diritti». I concessionari rendono inoltre noto che nonostante i ripetuti inviti a sistemare la situazione, una vastissima area, pari a quasi 47.000 metri quadrati, è occupata da cumuli di sabbia lasciati dalla Regione per i ripascimenti. Di conseguenza quell’area, su cui pagano il canone, non può essere destinata ad alcun uso, a causa proprio della presenza della tanta sabbia, che creerebbe anche ulteriori problemi ai clienti. «Anche per questo – concludono – invitiamo le autorità competenti a voler liberare immediatamente l’area, avvertendo che ormai la nostra società non può procrastinare ancora azioni a tutela dei suoi diritti».

Silvio Sebastiani



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