Il punto nascita è salvo e le sale parto diventeranno tre

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

San Benedetto, 5 gennaio 2015 – I punti nascita di Ascoli e San Benedetto vengono confermati, ognuno con un proprio primario, e la «partoanalgesia» o epidurale verrà presto offerta negli ospedali di tutte le Marche. È questa la volontà politica ribadita ieri dalla direttrice dell’Area Vasta 5 Giulietta Capocasa ai responsabili dei reparti di Ostetricia e Ginecologia dei due ospedali provinciali, in virtù di quanto stabilito da documenti Asur risalenti ad alcuni mesi fa. In questi giorni la Capocasa sta svolgendo una serie di incontri con i responsabili delle varie unità operative, per parlare delle strategie sanitarie da attuare nel Piceno. E nonostante non trapeli nulla di ufficiale dalla direzione stessa, il tenore dei colloqui sarebbe piuttosto rassicurante rispetto ai timori e alle polemiche degli ultimi giorni, circa una possibile chiusura di ulteriori punti nascita, dopo quanto accaduto in altre province marchigiane. In particolare, entro il mese di gennaio dovrebbe svolgersi all’ospedale di San Benedetto l’inaugurazione delle nuove sale parto al quinto piano, dopo un anno di lavori: le sale passeranno anzi da due a tre. La novità, oltre al miglioramento delle prime due, sarà proprio la terza sala, che sarà convertibile in sala operatoria per parti cesarei, senza bisogno di trasferimento nel blocco operatorio dell’ospedale, con i rischi che questo comportava. Buona parte degli interventi di questo tipo potrà quindi svolgersi passando semplicemente da una stanza a quella adiacente. Il primario, Andrea Chiari, ha inoltre chiesto alla responsabile dell’Area Vasta 5 di poter abbassare la soglia del parto in caso di necessità, dalle attuali 36 a 34 settimane di gestazione, in virtù del potenziale medico e assistenziale dell’ospedale, adeguato e all’altezza di questa eventualità. Con la riapertura prevista per fine gennaio delle sale parto al quinto piano dell’ospedale di San Benedetto dopo circa un anno di lavori, torneranno alcuni dei servizi di punta del reparto di Ostetricia e Ginecologia in Riviera, a cominciare dalla possibilità del travaglio e del parto in acqua, nella vasca acquistata nel 2003. Il travaglio in acqua viene offerto a San Benedetto praticamente a tutte le donne, mentre per il parto in acqua sono richiesti requisiti più stringenti, da valutare di volta in volta. Tra marzo e aprile, inoltre, dovrebbe partire il servizio di epidurale o partoanalgesia annunciato alcuni mesi fa dalla direttrice dell’Area Vasta 5, Giulietta Capocasa. Nelle prossime settimane dovrebbe essere predisposta l’organizzazione necessaria per assicurare la presenza di medici di anestesia e rianimazione nell’arco delle ventiquattr’ore, tra le principali condizioni per questo servizio. Sono in molti a pensare, in effetti, che proprio la possibilità dell’epidurale sia tra gli strumenti più importanti per attirare partorienti, e scongiurare la chiusura di un punto nascita tra Ascoli e San Benedetto.

Giovanni Desideri

Leggi la notizia integrale su:

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Precedente San Benedetto, travolta da un'auto Ragazza finisce al Pronto soccorso Successivo Blitz notturno dei vandali al circolo di Solestà