Il Rebis e il teatro perduto: «Quel bando va annullato»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 6 gennaio 2015 - “Si toglie uno spazio a una compagnia teatrale che ha lavorato moltissimo sul territorio, con tutto ciò che comporta la perdita di questo luogo, e si dà a un’associazione sportiva, che possiede già una propria sede e non ha nessuna esperienza o quasi in ambito culturale. Non è facile spostare un teatro». Sono amare le parole di Andrea Fazzini, presidente del Teatro Rebis, a commento dell’assegnazione all’associazione di volley femminile Helvia Recina 2000, in seguito ad avviso pubblico, dello spazio dell’ex cineteatro di Villa Potenza. «Chiediamo attraverso una petizione la sospensione e il successivo, eventuale annullamento dell’esito del concorso, affinché il Comune rediga un bando chiaro», ha detto Fazzini.

Nel testo dell’avviso si legge che il Comune ha acquisito in locazione la disponibilità del posto «al fine di consentirne una specifica destinazione per finalità culturali», ed è proprio questo punto che Fazzini contesta: «Da dieci anni – ha spiegato – lavoriamo in questo spazio e reinvestiamo i frutti, anche economici, sul territorio, a favore della comunità maceratese e di quella della frazione, impiegando a Villa Potenza i ricavi dei nostri spettacoli venduti in giro per il mondo». Un lungo percorso, quello di Fazzini e dei circa 100 associati, che si è rivelato anche piuttosto oneroso.

 «Dal 2006 a oggi – ha continuato – abbiamo stimato una spesa per il mantenimento (canone di locazione e conduzione di tutte le utenze annesse) pari a circa 100.000 euro. Solo recentemente abbiamo chiesto un contributo al Comune, sia perché pensavamo di meritarlo, sia perché ritengo giunto il momento di gestire questo spazio in qualità di direttore artistico. Lì dentro c’è tutta la nostra vita, sia in senso materiale sia in senso simbolico. Basta pensare alle scenografie, alle attrezzature e agli scaffali pieni di roba. Nel corso di questo decennio abbiamo portato il nome di Macerata in giro per il mondo, da Roma, Milano, Bologna, Romania, Parigi, Berlino, Ginevra, fino in Senegal. Il nostro lavoro non è, poi, stato soltanto produzione di spettacoli, ma anche cura dell’ambito artistico-educativo, con percorsi d’arte realizzati in scuole di ogni ordine a grado e con i migranti, e con progetti in comunità per tossicodipendenti e in case di riposo, favorendo l’interazione tra bimbi e anziani. Siamo sempre stati aperti alle richieste che la comunità del territorio ci ha sottoposto, e abbiamo sempre accolto ogni associazione che voleva utilizzare i locali del Teatro, chiedendo in cambio un rimborso spese minimo».

Non si ferma la protesta; il Comune intanto, da parte sua, auspica la condivisione dei quei locali. «Mi dispiace tantissimo che una compagnia teatrale perda un suo spazio autonomo – ha replicato Stefania Monteverde, assessore alla cultura –, tutte le compagnie dovrebbero averne uno. Ma, purtroppo, non ci sono spazi per tutti. L’assegnatario non è stato valutato sulla base della storia dell’associazione, ma in base ai criteri di attività culturali, di valorizzazione del contesto locale e di compartecipazione economica, e credo che il peso di quest’ultimo criterio sia stato determinante. Riconosco il valore sociale e culturale di Teatro Rebis, ma occorre pensare a una declinazione di “cultura” al plurale».



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