Il sangue e gli indignati

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 12 gennaio 2015 – Nel ’91, due cittadini fanesi, Federico Sora e Francesca Palazzi Arduini, vennero condannati da un giudice

a 8 mesi di reclusione per «aver ripetutamente vilipeso il Sommo Pontefice con espressioni ed immagini gravemente lesive della sua dignità e funzioni». I due avevano organizzato il ‘famigerato’, al tempo, Meeting anticlericale e per pubblicizzare la manifestazione avevano usato un paio di disegni irriverenti contro Papa Wojtyla. Finirono per questo al centro di un esposto di duecento cattolici fanesi, compreso il sindaco di allora, e di un gruppo di sacerdoti. Il tutto finì in tribunale e vennero condannati

a 8 mesi: poi la condanna venne ritirata in Corte d’appello, nel 1998.

Torna in mente questa vicenda, a vedere l’orrore di Parigi. Due fatti del tutto diversi, è vero. Una ‘piccola’ cosa in comune però, c’è tra le vignette di Charlie Hebdo e quella dei disegnatori anticlericali: la libertà di satira. A Parigi si è visto come è andata a finire. A Fano si risolse il tutto con indignazione (dei laici) e quella condanna: tra l’altro, il pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione dei due imputati, che si erano limitati a dare l’autorizzazione per esporre quei disegni, fatti da altri. Uno di questi disegni si limitava a ritrarre una caricatura di Wojtyila, con un collare al collo un po’ pronunciato. Chissà, dopo i fatti di Francia, quale giudice, ora, se si fosse riproposto un esposto identico a quello fanese del ’91, sarebbe disposto a prendersi la responsabilità di quella condanna.

La giustizia, si sa, a volte è come le donne: mobile, perché segue la Storia. Di strada, dal ’94 ad oggi (forse) ne abbiamo fatta, dal punto di vista delle libertà civili. Ma consola pensare che se da qui in avanti si potrà, nel mondo, e quindi anche a Fano, permettersi vignette ‘irriverenti’, vorrà dire che il sangue della redazione di ‘Charlie Hebdo’ non sarà stato versato invano.



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