Il sindaco: “In Comune ho eroi e pelandroni. Le tasse? Impossibile abbassarle”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Ancona, 9 settembre 2014 – Sarà un autunno caldo. Ma non nel senso che solitamente si pensa quando si parla di ripresa e di nuova stagione. A dirlo è il sindaco, Valeria Mancinelli, che a distanza di un anno ed oltre dal suo insediamento non fa bilanci ma lancia idee e prospettive con la speranza che i cittadini siano con lei e che facciano la loro parte. Il Carlino, con questa lunga intervista da ripresa post estiva, ha cercato di affrontare i temi che tengono sospesa Ancona, quelli insoluti da anni, quelli da troppo tempo rimasti sulla carta. Risposte concrete e soprattutto attuabili nel breve periodo perché non è più tempo da libro dei sogni.

Sindaco, ma chi glielo ha fatto fare di candidarsi?

«Purtroppo l’ho voluto io, quindi non me la posso prendere con nessuno».

Si aspettava tutto questo, ovvero immaginava che le difficoltà fossero così tante?

«Diciamo che ero stata preparata, ma non credevo ci fossero situazioni così complicate».

Si spieghi meglio che così riusciamo anche noi ad entrare in quest’ordine di idee…

«Lo stato complessivo di efficienza della macchina comunale è molto peggio di quello che mi era stato detto. In questo palazzo ci sono vere professionalità ma anche dei mediocri. Ci sono poi degli eroi. E non esagero. Purtroppo tra i tanti trovo anche dei pelandroni. L’altra cosa che non mi aspettavo è la situazione economico-finanziaria».

Quale è stato il primo ostacolo che ha incontrato?

«A luglio dello scorso anno ci siamo trovati a coprire 80mila euro di spese per la stagione estiva. Soldi che erano stati già investiti e verso i quali non c’era copertura economica».

E’ vero che lei è un sindaco che non ascolta?

«Mi annoia la conversazione magari anche brillante ma superficiale che fanno certi tuttologi in altrettanto certi salotti. Mentre l’iniziativa organizzata per avere confronti non superficiali e non strumentali mi vedono coinvolta. Poi va anche detto che le istituzioni devono decidere e poi tirare le somme».

Entriamo nel merito di alcuni problemi: il degrado innanzitutto. Tanto, troppo, non passa giorno che non arrivino segnalazioni. Lo sa vero?

«Sì, ma so anche che non bisognerebbe amplificare questo problema che delle volte sembra si ingigantisca da solo. Se riuscissimo a risparmiare quei 150mila euro annui che spendiamo per conferire i rifiuti ingombranti che i cittadini abbandonano senza senso e ovunque già saremmo a metà dell’opera. Ma certo le responsabilità non sono solamente in loro. C’è un sistema che deve funzionare meglio, per questo però ci appelliamo anche agli anconetani affinché facciano parte di questa macchina comunale».

Due idee per riqualificare la città?

«Recuperare piazza Pertini e il Mercato delle Erbe. Chiaramente con il coinvolgimento dei privati. Di soldi non ne abbiamo, questo mi sembra ormai essere chiaro».

Abbiamo edifici recuperati e altri in stato di abbandono che però trasmettono sciatteria alla città. Come fare per riempirli di idee ma prima ancora per rimetterli in sesto?

«Il nostro fiore all’occhiello è chiaramente la Mole che diventerà un centro permanente di molte attività. In questo momento non è fondamentale solo il recupero di certi edifici, ma sapere cosa ci si vuole realizzare all’interno. Per esempio, vorremmo che la Mole fosse il cuore della scultura e di tutte le attività legate alla trasformazione della materia, dall’artigianato all’arte plastica. Sugli altri vanno avviati dei dibattiti. Intanto abbiamo sbloccato la variante dell’ex cinema Coppi, Lancisi, Astra e la variante agli usi».

Fronte mare, dopo la presentazione è calato un po’ di silenzio sull’argomento. A che punto siete?

«Stiamo andando alla definizione più precisa di come utilizzare questi nuovi spazi. Posso dire con chiarezza che l’istituto Nautico sarà spostato anche se ancora non abbiamo dato una collocazione ben precisa e stiamo ragionando sull’utilizzo dello stabile che fino ad oggi è occupato dalla scuola».

E’ inevitabile collegare il degrado di una parte della città alla presenza in centro della mensa del povero e del Sert. Che farete?

«Partiamo subito dal fatto che non condivido in alcun modo questa ‘equazione’. Anzi, credo che la presenza di certe minoranze possa invece fare bene alla città. Comunque la mensa sarà spostata ma solo per esigenze di spazi. Del Sert non so ancora dire niente».

C’è possibilità di abbassare la pressione fiscale e dare quindi una boccata di ossigeno ai cittadini?

«Difficile tornare indietro. Al massimo potremmo avere più soldi dallo Stato e possiamo limare qualche costo. Ma nulla di più».

Politica, si avvicinano le elezioni regionali: sposa la linea del cambiamento o rinnova la sua fiducia all’attuale governatore?

«Devo dire che l’argomento non mi appassiona. Adesso bisogna valutare il programma, le idee, le cose che si vogliono fare».



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