Il sindaco riconosce le nozze gay: spunta un esposto al prefetto

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Staffolo (Ancona), 4 febbraio 2016 – Il sindaco riconosce le nozze gay celebrate in Argentina, scatta l’esposto al Prefetto da parte dell’opposizione. Il matrimonio a Elrotondo (vicino Santa Fè) fa tra i due uomini, uno di Staffolo l’altro argentino ma da tempo a Jesi, è avvenuto un anno fa, il riconoscimento in Comune l’estate scorsa, ma solo in queste ultime ore, postato il certificato di riconoscimento su Facebook, la notizia ha fatto il giro del paese e la polemica è scoppiata.

La pagina Facebook ‘incriminata’ è quella del Comune di Staffolo condivisa dal profilo della coppia gay con l’hashtag «Il mio Comune è civile» con tanto di logo «SvegliatItalia» lo stesso slogan delle manifestazioni messe in piedi negli ultimi giorni nelle piazze italiane a sostegno del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili.

«Sulla pagina Facebook del Comune – attaccano dall’opposizione ‘Rilanciamo Staffolo’ i cui esponenti precisano di non voler giudicare la coppia in questione – è stata pubblicata la trascrizione del matrimonio, insinuando anche l’inciviltà degli altri Comuni che invece scelgono di agire in conformità della legge italiana. Noi chiediamo al Prefetto chiedendo di annullare l’atto e impedire al sindaco Rosini di trascrivere, arbitrariamente e in contrasto alla normativa, altri matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero, non conformi all’ordinamento italiano. L’atteggiamento del sindaco – commentano dal gruppo di opposizione, guidato da Valerio Canestrari – è un pericolo per il rispetto degli organi istituzionali e della legge dello Stato. Il primo cittadino si paragona a Nelson Mandela per la difesa dei diritti essenziali delle persone, lei per gli omosessuali come lui contro l’apartheid, ciò rasenta la follia. Si mette in una posizione superiore a quella di chiunque. Auspichiamo un rapido intervento del Prefetto».

Ma il primo cittadino (Pd) non ne fa una battaglia, come invece il più noto ma egualmente democrat ex sindaco di Roma Ignazio Marino. «Ci è stato chiesto il riconoscimento – commenta il sindaco Patrizia Rosini – a luglio dello scorso anno, prima della sentenza del Consiglio di Stato (che invece dice di no alle trascrizioni delle nozze gay all’estero, ndr). Una trascrizione, come dice la sentenza del 1998 della Cassazione a cui mi sono rifatta, la quale non ha natura costitutiva, ma solo certificativa e scopo di pubblicità di un atto già di per sé valido sulla base del principio ‘locus regit actum’, diretta unicamente a rendere pubblico che il cittadino ha contratto all’estero un matrimonio ritenuto valido dall’ordinamento locale, quindi anche italiano ai sensi del codice civile. In ogni caso abbiamo trasferito tutto agli organi competenti, diranno loro se l’atto è o meno nullo. Sul perché della polemica il sindaco si limita a commentare: «Forse una questione ideologica, da parte di chi accusa me di esserlo».

Sara Ferreri

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