Il Sindaco Sagramola: «Gestanti sulla Statale, sarebbe pura follia»

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GIANCARLO Sagramola, così come i primi cittadini di Osimo e San Severino, è uno di quelli che sta ben piantato nel suo territorio e conosce a menadito quasi tutte le questioni della sua zona. Non può risolverle tutte né battersi per ognuna di esse, ma la decisione di chiudere il centro nascite è sembrata da subito così assurda che il sindaco è stato il primo a scendere in piazza insieme alle mamme, alle famiglie, ai sanitari, ai medici e perfino al vescovo. Oggi lo abbiamo ascoltato all’indomani della proroga concessa a Fabriano, così come per gli altri due ospedali a rischio chiusura.
Giancarlo Sagramola, la ritiene una vittoria personale e politica la sospensiva del Tar almeno fino al 19 febbraio per la chiusura del punto nascite di Fabriano?
«E’ un passo importante di questo percorso, ma non una vittoria. Non può essere un successo quando la giustizia si sostituisce alla politica». E adesso cosa accadrà?
«Credo e spero che di qui all’udienza del 19 febbraio qualcosa si muova. Il governatore Ceriscioli ha detto che insieme ai tecnici dell’Asur sta valutando la proposta del sottoscritto e del Pd cittadino di un’equipe medica itinerante tra Fabriano e Jesi in modo che entrambi i punti nascita siano operativi. Magari all’inizio si tratterà di una sorta di sperimentazione come avviene nella vicina Umbria, ma potrebbe essere davvero un progetto pilota che guarda al futuro di una sanità diversa e finalmente davvero su scala provinciale, non solo perché le due città».
Dove vuole arrivare?
«Semplicemente a dire che si fa un gran parlare di riorganizzazione del servizio, ma anche gli operatori sanitari devono fare la loro parte. Quindi accettare una sede di lavoro più ampia che magari un giorno li vede impegnati a Fabriano, un altro a Jesi, un altro ancora a Senigallia. Solo in questo modo si può parlare di rete e di servizi presenti in tutti i territori».
Fa specie dirlo e fa quasi venire i brividi, ma gli ultimi incidenti mortali sulla Statale 76 quanto hanno aiutato la vostra battaglia?
«E’ da novembre, quando è entrata nel vivo questa vicenda e assai prima di quanto accaduto nelle prime settimane del 2016, che ho evidenziato come fosse un pericolo troppo grande far transitare le donne in gravidanza lungo quella strada per andare a partorire a Jesi. Ho scritto al Prefetto chiedendo di bloccare la chiusura proprio per queste ragioni di sicurezza e ho anche annunciato che il Comune si costituirà parte civile per chiedere risarcimenti qualora qualche partoriente abbia problemi nell’eventuale trasferta verso Jesi».
Quindi la vostra richiesta è di una proroga di almeno due anni, ovvero il tempo necessario per completare i lavori di raddoppio della Statale 76?
«Fino a quando la strada tra Albacina e Serra San Quirico non avrà due corsie per senso di marcia i pericoli sono troppo elevati. Quei 15 chilometri di cui 6 in galleria ad oggi rappresentano un grosso rischio per situazioni emergenziali come quelle delle gestanti a cui si potrebbe perfino prospettare l’ipotesi di partorire in ambulanza».
Notizia riferita da Alessandro Di Marco IL RESTO DEL CARLINO

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