Il Teramo senza pudore: «Ricorso. L’Ascoli vince con le carte bollate»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Teramo, 31 agosto 2015 – «La sentenza della Corte federale d’appello è profondamente ingiusta laddove conferma il coinvolgimento del presidente Luciano Campitelli nell’illecito sportivo e perciò la responsabilità diretta della società». Parole dell’avvocato Vincenzo Cerulli Irelli, uno dei legali della società abruzzese, pubblicate sul sito internet del club. «L’estraneità del presidente è stata dimostrata con solidi argomenti – sostiene Cerulli Irelli – e non smentita da argomenti contrari. Ma la Corte ha ignorato completamente ogni argomentazione e ha ribadito la responsabilità diretta con l’intento di privare il Teramo calcio della serie B appena conquistata e aprendo le porte all’Ascoli che anziché vincere sul campo preferisce vincere con le carte bollate. Procederemo immediatamente al ricorso davanti al Collegio di garanzia del Coni chiedendo la riforma dell’ingiusta sentenza e l’urgente sospensione dei suoi effetti. Confidiamo nella giustizia e nella competenza del massimo organo sportivo indipendente e sovrano».

Sorprende che il Teramo, anche attraverso l’avvocato Cerulli Irelli, sostenga che l’Ascoli preferisca vincere con le carte bollate e non sul campo, quando due tribunali sportivi hanno stabilito che a non vincere sul campo è stato proprio il Teramo, avendo pagato (lo dicono i giudici) per vincere la partita decisiva del 2 maggio. Quanto ai solidi argomenti che dimostrerebbero l’estraneità del presidente, se ne può discutere: se il riferimento è alle testimonianze di tesserati del Teramo (come il medico, il direttore generale Scacchioli, i dirigenti Testa e Mignini), i giudici le hanno ritenute evidentemente e palesemente irrilevanti.

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