Il trionfo dei costumi alla Festa del Duca d’Urbino

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Urbino, 16 agosto 2015 – Tutti gli occhi sono puntati su di loro, i nobili e il corteo della Festa del Duca, e i figuranti dell’Ars si sono ormai calati nella loro parte.

Non è uno scherzo partecipare al corteo storico che per tre giorni percorre la città in lungo e in largo: abiti sontuosi ed eleganti, ma pesantissimi e quasi insopportabili con la calura estiva, il sole che picchia e le salite di Urbino che non aiutano, ma per le centinaia di persone che partecipano c’è l’orgoglio e la consapevolezza di rappresentare la storia della città.

Il corteo è studiato nei minimi dettagli, si fanno prove e si danno indicazioni su comportamento da tenere e movimenti da fare: Andrea Serafini qui sopra con Martina Cristino) è stato incaricato di seguire tutta la logistica relativa alle sfilate del corteo storico, che comprende i circa 40 figuranti Ars, 12 tamburi, cui si aggiungono gli arcieri della Compagnia Feltria Aquile Ducali, i giocatori dell’Aita, i gruppi di Fossombrone, di Schieti, di Gradara, di Fermignano e di San Sepolcro.

Andrea Serafini responsabile cortei della Festa del Duca d'Urbino, con Martina Cristino

Andrea Serafini con Martina Cristino

«Impartiamo regole perché i figuranti recitano una parte che serve a riportare la città ai fasti del ‘400: dobbiamo far capire cosa di deve fare e come muoversi durante la manifestazione – spiega Serafini –. C’è sicuramente il bello di prendere parte alla Festa ma anche il rigore e la cura dei dettagli: le donne non possono portare il trucco, non ci sono orologi, gli occhiali solo in casi veramente eccezionali, ma soprattutto i piercing sono banditi. Se uno ha dei piercing si può entrare ugualmente nell’Ars, ma al momento della sfilata vanno mascherati».

Negli ultimi anni, l’Ars ha puntato molto a rafforzare il corteo storico e per le 3 sfilate al giorno per i 3 giorni della Festa si lavora molto: «Quest’anno abbiamo anche una rievocazione storica di grande impatto: l’episodio è particolare perché si ricorda il momento storico in cui il Ducato raggiunge l’apice, con Federico che ottiene l’onore ducale, l’ordine della Giarrettiera e l’Ermellino dal re di Napoli. Il tutto è coordinato e studiato come sempre dalla nostra regista Rosanna Cipriani Saltarelli».

Protagonista assoluto della vicenda, sarà sempre Roberto Tempesta, o meglio il Duca Federico dal 2000 circa ad oggi: «Mio padre è stato “il Duca” dalla fondazione dell’Ars, non so bene perché, forse per le caratteristiche fisiche e io ho indossato tutti i costumi dal nobiluomo all’armigero, al portabandiere – spiega Tempesta –: non era scontato che fossi io ad ereditare il personaggio ma così è stato. Io assistevo alla vestizione di mio padre che faceva mia madre e adesso ad aiutarmi è mia moglie, come una tradizione».

articolo uscito in edizione cartacea a pagina 18 sul Carlino Pesaro il 15 agosto 2015

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