Il vescovo striglia i civitanovesi: "Troppa indifferenza per i poveri"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche, 22 marzo 2015 - Sferzata del vescovo alla città, e sfiora anche la magistratura. È sempre così quando monsignor Luigi Conti parla a Civitanova, a volte gregge distratto ed egoista. L’occasione è il convegno della fondazione Don Lino Ramini sul tema ‘La carità del Vangelo’ a cui partecipano don Vinicio Albanesi, presidente della Fondazione, e Roberto Mancini, docente universitario.

Gremita la sala parrocchiale di via del Timone dove viene presentato anche il progetto della nuova Caritas di via Parini. Parla di carità e di poveri il vescovo «in una città in cui più volte la cronaca mi ha choccato». Ricorda il triplice suicidio di due anni fa e i fatti di domenica scorsa, il decesso di un giovane marocchino che, senza lavoro e casa, dormiva in macchina: «Un titolo sul giornale diceva ‘trovato morto in un parcheggio’. Nessuno sa niente di lui, nessuno si è accorto e la magistratura non ha ritenuto necessario conoscere le cause della morte. Tanto, è un marocchino. Ma la città che dice? Che dice la parrocchia? Che ne pensiamo noi chiesa?».

Domande che cadono su una comunità in cui sono state raccolte firme contro l’accattonaggio, in cui i social network pullulano di intolleranza contro chi elemosina. E allora il richiamo: «La concretezza dell’amore di Dio non si riduce a semplice aiuto, ma esige accoglienza. L’aiuto raggiunge i bisogni, l’accoglienza la persona, perché il povero è una persona non un disgraziato». Poi la condanna alla società opulenta: «La storia non la fanno i ricchi che sono soddisfatti e si grattano la pancia. La storia l’hanno sempre fatta i poveri e lo vediamo anche oggi, nelle migrazioni di popoli, mentre noi siamo impauriti». Duro l’intervento di Mancini, un’arringa critica verso la città «istituzioni, chiesa, associazioni, stampa, nessuno ha la coscienza a posto, specie quelli responsabili di dare l’immagine di una città infestata di mendicanti e rom, che li associano a una minaccia. Occorre uscire da questa schizofrenia e il nuovo centro di via Parini aiuterà a far cadere le barriere mentali e del cuore». La ristrutturazione, curata dall’architetto Barbara Moschettoni, si concluderà nel maggio 2016. Costo 1.200.000 euro, più della metà finanziati dalla Curia, il resto da donazioni. Disporrà di dormitorio (16 letti), sala mensa, un locale per distribuire vestiario e generi alimentari, uno studio medico, una cappellina.



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