Immagini ed emozioni dal mondo con la fotoreporter Monika Bulaj

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Porto Sant’Elpidio (Fermo), 24 settembre 2014 – Sicuramente lo si potrebbe definire un incontro privilegiato, quello con Monika Bulaj, rafforzato dalla lunga e capace esperienza culturale di Danilo Cognigni che con passione e tenacia da oltre venti anni coltiva la diffusione della cultura fotografica e non soltanto nel nostro territorio. La stima reciproca, e non per ultima l’amicizia, tra Monika Bulaj e Danilo Cognigni hanno offerto la possibilità di fornire un programma sia didattico che propedeutico di altissimo profilo, fino a rappresentare una vera eccellenza di genere.

Monika Bulaj è tra i più famosi reporter che ha fotografato in tutto il mondo. Dal centro dell’Europa, la Polonia, dove è nata, passando per i Balcani fino all’Afghanistan, il Giappone e poi verso sempre più verso oriente, tra i vecchi credenti della Polonia e i rom della Macedonia, gli armeni della Romania e i lemki polacchi, tra gli hutzuli ucraini e i tartari bielorussi, tra gli aleviti della Albania e gli Udini del Caucaso. Nel suo sguardo di antropologa-umanista, prima ancora che di fotoreporter, una delle tematiche a cui è particolarmente sensibile è quella della condizione delle donne.

Nella spendida serata a Villa Baruchello di Porto Sant’Elpidio ha espresso al pubblico un pensiero, fra i tanti, veramente speciale: “Se trovo una storia bellissima dedico il tempo per seguire le persone, per cercare di capire. Però la luce non si ripete mai, come non si ripete la visione, per cui la cosa più importante per me è sempre la fotografia. Ma non sono ossessionata dal fotografare, posso sempre scrivere la mia storia. Non sopporto violare divieti o la volontà delle persone, né fotografare di nascosto, facendo quel movimento violento con le mani, come se rubassi in chiesa o facessi qualcosa di illegale o sconveniente. Mi piace fotografare poggiando la macchina con quella lentezza che comunica la certezza di fare una cosa giusta. Non metto nessuno in posa, scatto quando mi sento di scattare, è qualcosa di intuitivo, animalesco. Però anche la scrittura è importante, dietro le immagini ci sono tante storie meravigliose. Nasco come scrittrice, il primo reportage – infatti – l’ho fatto a sedici anni, la fotografia è arrivata dopo”.

Sabato 20 e domenica 21 settembre, dunque, a Villa Baruchello si è svolto un incontro con l’altissima fotografia dove non sono sicuramente mancati gli stimoli e le riflessioni sulla realtà che i “mezzi di comunicazione” non ci mostreranno mai. Alla base dello straordinario evento, la petite maison des sons et lumières Centro indipendente di ricerca di studio e di divulgazione della cultura. La vice presidente della suddetta associazione Lisa Calabrese, ha sottolineato nella presentazione al pubblico che l’attività culturale è una cosa molto seria, ma è ancora più serio esserne al servizio, la petite maison des sons et lumières ha sempre rappresentato e vuole continuare ad essere un importante movimento di resistenza al massacro della cultura. E utilizzando una frase spesso pronunciata da Danilo Cognigni ha ricordato che: la cultura bisogna amarla, prima ancora di usarla.

Chiusura della conferenza pubblica veramente magico con un intervento musicale a sorpresa del noto è importante musicista Roberto Zechini che ha voluto offrire un dono speciale a MoniKa Bulaj improvvisando durante lo scorrimento delle immagini in proiezione scattate in Afganistan.



 

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