Immigrati, summit in prefettura. Il sindaco: «Pronti ad aiutarli»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 10 settembre 2015 – Incontro d’urgenza in prefettura ieri mattina, in seguito alla protesta messa in atto da circa 50 richiedenti asilo africani che ieri hanno bloccato il traffico in corso Cavour per un’ora. All’incontro erano presenti prefetto, questore, sindaco, assessore ai servizi sociali, interprete di fiducia dei migranti più interprete delle istituzioni, i rappresentanti dell’associazione Gus e della Caritas, e una delegazione di cinque richiedenti asilo in rappresentanza del gruppo dei manifestanti.

Al termine, il sindaco Romano Carancini ha dichiarato: «Abbiamo ascoltato i ragazzi ed esaminato le loro questioni punto per punto. La situazione è complicata, perché difficile dal punto di vista normativo. Si tratta di richiedenti asilo in attesa di un giudizio definitivo, e purtroppo non c’è uno strumento che li accompagna nella fase successiva al diniego della Commissione. La gestione del problema è non solo compito della prefettura, ma della comunità intera. Per ora, abbiamo assicurato ai manifestanti che staremo loro vicini, tenendoli continuamente informati sul loro status e cercando di fare il possibile per aiutarli concretamente». Nel corso dell’incontro, oltre ad essere ribadito con fermezza da parte del prefetto l’imperativo a non ripetere proteste come quella di ieri, nel pieno rispetto di tutti i cittadini, sono stati spiegati meglio temi su cui c’è grande confusione. «Con i documenti che hanno ora – ha continuato Carancini –, i ragazzi possono cercarsi un’occupazione e quindi mantenersi. Comunque, hanno tutto il diritto di stare in Italia, sono regolari». «I migranti temevano di essere espulsi – ha detto il Gus – , e per questo hanno protestato, ma non abbiamo alternative agli obblighi rispetto alla permanenza nelle progettualità». I profughi in piazza hanno sfogato la frustrazione dovuta alla situazione di limbo in cui si trovano. «Abbiamo chiesto asilo politico – hanno detto –, abbiamo ricevuto il diniego e quindi abbiamo fatto ricorso. Ora siamo in attesa, ma se dobbiamo lasciare il progetto d’accoglienza, come facciamo? È molto difficile trovare lavoro. Non sappiamo neanche dove andremo a dormire». «Siamo contenti di essere stati ascoltati e delle assicurazioni da parte delle istituzioni», ha detto Salif, 24 anni, maliano, «ma non siamo soddisfatti – ha aggiunto Lacine, 30 anni, Costa d’Avorio – comunque il problema resta. Ci servono i documenti. Se la situazione resta in stallo, faremo altre proteste. Possono anche darci un intero magazzino di cibo e metterci dei soldi in mano, ma se non abbiamo i documenti non serve a nulla. Ci sentiamo sempre un disturbo, a disagio, sospesi. E percepiamo il sentimento negativo della gente. Quando andiamo in giro per Macerata, molti fanno il gesto di attapparsi il naso. Spesso, se chiediamo informazioni, neanche ci rispondono».

Chiara Gabrielli

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