Impaurito e affamato: ragazzino abbandonato bussa in caserma

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Porto San Giorgio (Fermo), 30 aprile 2015 – Solo, impaurito, infreddolito e affamato: queste le condizioni in cui i carabinieri della stazione di Porto San Giorgio hanno trovato il ragazzino di origine africana che alle 19 di martedì ha suonato il campanello della caserma. Evidentemente il ragazzino non aveva nessun altro punto di riferimento. A riferirlo è il sindaco Nicola Loira, alle cui cure il minorenne è stato subito affidato. Un minore abbandonato, infatti, per legge deve essere preso in affidamento dal primo cittadino del Comune nel cui territorio viene ritrovato.

«Non si esprime né in francese, né in inglese, né tantomeno in italiano – dice il sindaco Loira –. L’unica cosa per la quale è riuscito a farsi capire è stata la sua età: 14 o 15 anni. È stato accudito sempre con l’attenzione e la professionalità che la comunità di Porto San Giorgio dimostra in questi casi, quindi trasportato al pronto soccorso dell’ospedale ‘Murri’ di Fermo per le visite e tutti gli accertamenti medici del caso. Successivamente è stato condotto in una comunità di accoglienza. All’ospedale hanno pure verificato che l’età corrisponde».

L’operazione, eseguita con l’ausilio dei vigili urbani di Porto San Giorgio, si è conclusa a notte fonda. Il sindaco si dice preoccupato. «Ci dobbiamo accollare un altro minore – afferma – ed è una situazione davvero preoccupante. Adesso mi farò carico che il problema sia preso in considerazione in un contesto più ampio, che coinvolga prefettura, Regione, Stato, perché noi non ce la facciamo più a fronteggiare questi casi con il nostro solo bilancio».

Al momento, con il nuovo arrivato, dovrebbero essere cinque o sei i minori a cui deve badare il Comune. Il costo giornaliero pro capite dovrebbe aggirarsi sugli 80 euro, quindi la somma complessiva annua comincia ad essere di una certa consistenza. Per quanto riguarda l’ultimo bambino affidatogli, il sindaco specifica: «Ora dovremo capire da dove viene, per poi trovargli una sistemazione adeguata. Ma, lo ripeto, noi non possiamo più assumerci questi oneri: lo facciamo con spirito di accoglienza e di tutela di un minore, ma le risorse iniziano ad essere scarse per cifre che vanno ad incidere molto sul bilancio».



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