In 2500 dalla provincia di Pesaro all’udienza papale


(FONTE IL RESTO DEL CARLINO)

TUTTI PAZZI PER PAPA’ FRANCESCO

Il pellegrinaggio delle tre diocesi: previsti oltre 40 pullman. Mercoledì sveglia all’alba

Papa Francesco (Ap)

Papa Francesco (Ap)

Pesaro, 16 aprile 2013 – SVEGLIA alle tre come i monaci, questa notte, per oltre 2.500 fedeli (circa 1.500 i pesaresi, gli altri provenienti dalle diocesi di Fano e Urbino) che partono in pellegrinaggio verso Roma per l’udienza di papa Francesco: non c’è tempo da perdere, alle 10,45 di domani dovranno raggiungere le loro «postazioni» in piazza San Pietro. Da Pesaro si metteranno in moto 26 pullman (da Fano e Urbino un’altra ventina) da luoghi diversi, da San Decenzio e da altri punti di raccolta dislocati in città raggruppando strategicamente le parrocchie. «Si tratta di gruppi variegati — dice il referente don Giuseppe Fabbrini —, ci sono adulti, famiglie con bambini, ma anche giovani». Dopo l’udienza mattutina in piazza San Pietro il programma prevede la partecipazione alla messa celebrata alle ore 15 sull’altare della Cattedra in San Pietro. «Contiamo di ripartire verso le 17,30 — prevede don Fabbrini — e di essere di nuovo a casa verso le ore 20».

«E’ VERO che i pellegrinaggi vengono organizzati molto tempo prima — commenta il professor Paolo Boni, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Paolo II” — ed è vero anche che i grandi numeri di pellegrini in partenza da Pesaro per Roma ci sono stati anche in passato, ma è altrettanto vero che in questo caso il numero va interpretato: appena arrivato, questo papa ha subito provocato un impatto formidabile con il suo afflato pastorale. Per capire uno come papa Ratzinger — prosegue il professor Boni — , che per me resta comunque un gigante specialmente come teologo, dovevi aspettare un po’ di più, ti ci voleva un po’ più di tempo; con Francesco la sintonia nasce immediatamente in un nanosescondo». Volendo trovare delle motivazioni e dei perché di questa incredibile «pastoralità» di Francesco, il professor Boni aggiunge che questo papa «testimonia, è uno di noi, né sopra né a fianco nostro, ma proprio in mezzo a noi».

«CON PAPA Francesco — prosegue il direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’arcidiocesi — prima vedi e poi capisci. E’ Francesco di nome e di fatto, basti pensare alle parole che ha pronunciato un paio di giorni fa: voi dovete andare a predicare il vangelo se è necessario anche con le parole, come a dire e a ribadire che prima viene la testimonianza di vita». E forse, sentendo queste frasi, per associazione di idee e a proposito della testimonianza di vita, vengono in mente molti nostri uomini politici per i quali vale invece il detto «fate quel che dico, non fate quel che faccio». O forse, come si dice per i vescovi, anche per i papi la chiesa ti manda prima un suo «principe» e poi ti invia un suo «pastore». «Potrebbe anche essere così», annuisce il professor Paolo Boni.

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