In 2mila per dire no alle mafie, le foto della marcia di Libera

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fano (Pesaro e Urbino) 22 marzo 2016 – La pioggia non ha rovinato i programmi di Libera (foto). Centinaia di giovani provenienti da tutte le Marche, il mondo dell’associazionismo e la politica con tanti sindaci in prima linea accanto al vescovo Trasarti hanno sfilato ieri mattina contro le mafie nella Giornata della Memoria e dell’impegno che ha avuto Fano come capoluogo regionale.

Un serpentone colorato e gioioso, il cui passo è stato scandito da tanta musica diffusa dagli altoparlanti di un’auto che precedeva il lunghissimo corteo, è partito dal Pincio poco prima delle 10 per arrivare in piazza Amiani dove era stato allestito il palco da cui sono state ricordate, una ad una, per nome, tutte le 900 vittime della mafia in Italia.

Ombrelli e bandiere sventolate dai circa 700 studenti, in rappresentanza di tutte le scuole della Regione (i pullman sono arrivati da Ascoli, Fermo ,Ancona….), hanno colorato il percorso che si è snodato dal Pincio sotto l’occhio vigile delle forze dell’Ordine, passando sotto l’arco d’Augusto, sfilando per il corso, via San Francesco, via Nolfi, attraverso i giardini della Rocca per arrivare al palco installato in piazza Amiani, dietro la MeMo dove il giorno prima si erano tenuti due partecipatissimi seminari. ”Siamo in 2mila” hanno detto gli organizzatori prima che sul palco si alternassero testimonianze di dolore e di speranza.

Libera ed Anci per laXXI Giornata della Memoria e dell’impegno hanno scelto Fano perché qui c’è l’unico sindaco con il braccialetto bianco della Regione e un assessorato dedicato alla Legalità. “Quel braccialetto bianco lo guardiamo tutti – ha detto il presidente Anci Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia da dove sono giunti 300 giovani -, perché rappresenta un impegno a creare argini indispensabili per contrastare chi mette a rischio la democrazia.

Non importa se piove: oggi il primo giorno di primavera è ancora più bello perché ci permette di rendere onore alle tante vittime della mafia”. “Il sole siete tutti voi – ha detto il sindaco di Fano Seri – che portate nel cuore il sacrificio di uomini e donne nel nome della giustizia e della libertà. Sono orgoglioso di essere sindaco col braccialetto bianco”.

“Attenzione – ha detto il vescovo Trasarti – perché le mafie possono incancrenirsi nella storia di ciascuno di noi. Ci vuole un’ecologia della mente e del cuore perché la politica è sempre perdente di fronte all’economia. Le mafie non sono ideologiche ma economiche. E la pianta si cura dalle radici, ovvero dal lavoro svolto nelle scuole”. Presente anche Gabriella Carfora, marchigiana d’adozione, zia di Attilio Romanò assassinato nel 2005, all’età di 29 anni, con 5 colpi di pistola in un attentato camorristico.

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