In biblioteca la cultura finisce in soffitta

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Porto San Giorgio, 14 gennaio 2015 – Forse mai come per la biblioteca civica ‘Gino Pieri’ le immagini sono più efficaci di qualsiasi discorso. Si commentano da sole. È con esse che il direttore della biblioteca Giarmando Dimarti intende replicare all’assessore alla cultura Bisonni, che avrebbe manifestato una chiusura pressoché totale alle sue rivendicazioni, tese a far sì che il Comune badasse con più attenzione alla ‘Pieri’, facendo fronte alle gravi carenze in termini di spazi, attrezzature e personale. «Questa istituzione rischia il collasso», ha chiosato Dimarti. Ovviamente non tutti i locali sono come quelli rappresentati, che danno l’idea di un accampamento piuttosto che di un luogo deputato alla conservazione di libri: il primo e il secondo piano dello stabile in cui la biblioteca si trova, ancorché insufficienti, sono ben organizzati con scaffalature e sale lettura. Sono tanti coloro che la frequentano, soprattutto ragazzi. Si è calcolato in 10mila il numero degli utenti annuali. Il terzo piano invece, che sarebbe decisivo per la sistemazione del patrimonio librario, è allo stato brado per la mancata messa a norma.

Al direttore che l’ha richiesta l’assessore ha ribattuto che «il terzo piano non è compreso nella convenzione Comune-Società operaia, comproprietaria della ‘Gino Pieri’». «Non è compreso nella convenzione e non è norma – argomenta Dimarti – tuttavia è carico a dismisura di scatoloni di libri. Quando sono stato nominato direttore, due anni fa, ce li ho trovati e non ne ho fatti mettere altri, preferendo accatastarli nel mio studio piuttosto che correre rischi in un ambiente non a norma». Nel terzo piano si trovano collocati alla meglio pure i seimila manifesti delle mostre d’arte messi a disposizioni dall’ex sindaco Fausto Paci, una collezione definita dalla soprintendenza di grande interesse culturale. «Per sistemarli – specifica il direttore – il Comune aveva promesso la fornitura di cassettiere. Mai viste, così come non abbiamo mai visto le 52 scaffalature mancanti». Da ultimo Dimarti dice di essere rimasto sconcertato che l’assessore Bisonni abbia ipotizzato una riduzione del personale a fronte dei suoi rilievi che i soli tre addetti, di cui uno a metà tempo, non consentono di gestirla al meglio, né di catalogare i libri, tanto che degli 80mila in dotazione, ben 20mila non sono ancora schedati e non possono essere dati in prestito.

Silvio Sebastiani



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