In coma etilico a 13 anni: ha rischiato grosso

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fano, 11 agosto 2015 - Lo hanno fatto ubriacare a 13 anni e poi lo hanno lasciato lì, semi-nudo e solo sul molo che porta alla statua La Tempesta. E’ stato un sabato sera come tanti altri, quello scorso, al lido di Fano, il cui epilogo però mostra il segno dei tempi e di una gioventù sempre più bruciata, da fumo e alcol. Una coppia di adulti ha visto quel ragazzino lì, riverso a terra al lato del moletto, immobile e indifeso. Pareva che dormisse.

Bianco in volto come uno straccio. In tanti gli sono passati accanto indifferenti finché non sono arrivati quei due signori che hanno provato a svegliarlo. Ma il ragazzino non dava segni di vita, sebbene respirasse ancora. Minuto e sudato, lì a terra solo e abbandonato da tutti gli amici che fino a poco tempo prima si stavano «divertendo» con lui. Pronta è partita la chiamata all’ambulanza, che non ha tardato ad arrivare. Era ormai l’una di domenica mattina quando l’hanno preso in carico i sanitari del 118.

Alla visita dei sanitari, era incosciente, con le pupille dilatate e l’alito di chi ha vomitato l’anima dopo aver bevuto il mondo. Al pronto soccorso di Fano l’hanno dovuto svegliare con un cocktail di farmaci, prima di spedirlo in Pediatria dove ha passato in osservazione quello che restava della sua notte brava. «Lui è un ragazzino dolce – racconta una compagna di scuola della Gandiglio – ma esce con delle persone sbagliate, più grandi, dei tipi strani. Fumano pure. Lui è bravo ma poi si fa trascinare un po’ troppo in queste cose. Che io sappia non è la prima volta che beve. Ma non era mai arrivato a star male fino a questo punto». Sono gli amici maggiorenni a comprare da bere per tutti. Nei supermercati. Tutte le volte che escono. Ed escono spesso. Riempiono interi zainetti di bottiglie di vodka e altri alcolici. Indifferentemente.

«Non so se lui abbia anche fumato l’altra sera – prosegue l’amica – ma qualcuno le canne ce le ha, a volte. Forse è per questo che l’hanno lasciato lì solo, a torso nudo, quando hanno chiamato l’ambulanza. Io non c’ero ma chi sa come sono andate le cose mi ha raccontato che tremava come una foglia. Era lì da un’oretta. Gli altri se ne sono andati via quando ha iniziato a sentirsi male. Hanno lasciato con lui uno un po’ più grande, un 16enne che sapeva cosa fare». Ma non ha fatto nulla se non stare lì a sorvegliarlo per un po’. Non ha chiesto aiuto a nessuno e quando ha visto la mala parata se ne è andato via anche lui. «Ho visto questo giovane incosciente mentre lo caricavano sull’ambulanza – racconta la mamma di un ragazzino della stessa età – e mi ha fatto brutto un bel po’. Non sono riuscita a dormire tutta la notte. Mi ha dato molto da riflettere sui tempi che corrono e sulla responsabilità che abbiamo noi genitori».

Oggi pomeriggio i genitori del 13enne saranno ascoltati dai carabinieri di Fano che indagano sull’accaduto. Intanto si attendono per le prossime ore i risultati dell’esame tossicologico che riveleranno se il 13enne ha fatto anche uso di sostanze stupefacenti. Interrogato dai medici e dagli uomini dell’arma, infatti, ha detto di non ricordare nulla di quanto sia accaduto nella notte tra sabato e domenica. Ha riferito solo di aver bevuto della vodka. Ma il timore è che possa aver ingerito anche qualcosa d’altro.

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