“In Iraq e in Siria la violenza è politica, l’Islam vuole solo pace e confronto”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Falerone (Fermo), 1 settembre 2014 – «Noi sosteniamo la pace e il confronto, condanniamo gli atti compiuti dall’Isis, perché si tratta di operazioni politiche e di certo non hanno nulla di religioso». Questo è il commento di Mahyoud Effendi, coordinatore del Centro di cultura islamica che è stato inaugurato lo scorso luglio a Piane di Falerone. Diversi i temi affrontati venerdì, al termine della preghiera su argomenti che in questi giorni stanno facendo il giro del mondo suscitando clamore, anche in conseguenza degli atti di crudeltà, come le decapitazioni realizzate in diretta dai jihadisti in Medio Oriente.

Quali sono le sue considerazioni sulla situazione attuale in Iraq e in Siria?

«Sappiamo le stesse cose che sapete voi leggendo i giornali. I fatti che si stanno verificando non hanno a che fare con la religione, ma con la politica e in questo Centro, proprio nel giorno della sua fondazione, abbiamo espresso da subito un pensiero chiaro: qui si viene a fare preghiera, a instaurare un rapporto di confronto con il territorio, a insegnare la nostra cultura e la nostra lingua. Vogliamo confrontarci con le persone, far conoscere le nostre tradizioni nel rispetto e nella pace».

Le azioni compiute dall’Isis stanno suscitando paura…

«Il nostro profeta oltre quindici secoli fa, tra i dettami che ha sempre predicato, ha sancito regole precise: anche in stato di guerra bambini, donne e uomini anziani anche se fossero armati non possono essere toccati. La nostra è una condanna assoluta».

Quali principi state portando avanti nel centro di Falerone?

«Qui svolgiamo solo preghiera o attività culturali. Molti dei fedeli che frequentano questo centro sono in Italia da oltre vent’anni, si sono integrati, lavorano nelle aziende del territorio o in attività proprie, i loro figli vanno a scuola e giocano tranquillamente insieme ai vostri. Pensiamo che siamo nuovi italiani che professano la religione islamica. Faccio un esempio: nel periodo del ‘Ramadan’ è venuto a Falerone un Imam dal Marocco. La sua presenza è stata scelta e segnalata in collaborazione tra il governo e l’Ambasciata del Marocco. Ha parlato tranquillamente con gli agenti della Digos che erano venuti per effettuare un controllo. Quello che ci interessa è un confronto aperto e rispettoso con il territorio».



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