In mille per il funerale di Gianluca

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 20 giugno 2015 – Una folla enorme, dentro e fuori, quella che ieri pomeriggio ha accolto l’ultimo saluto a Gianluca Giammarchi (FOTO) nella chiesa del Cristo Divino Lavoratore, in piazzale Camerino. Una chiesa gremita, che non è stata in grado di contenere quanti erano presenti. Quasi un migliaio di persone sono accorse ieri per dire addio a Gianluca, e tante sono dovute restare fuori, in strada. Ma nessuno è voluto mancare per dare l’ultimo saluto al barista del Raval, morto per le conseguenze dell’incidente avuto con il suo scooter nella notte tra domenica e lunedì. La bara in legno chiaro è stata accolta nella piazza da lacrime e singhiozzi. Sopra, sono state posate le maglie della Nuova Folgore, dai colori rosso e bianco, con il numero 9 e il nome Gianluca sulla schiena. Era la squadra di calcio di Vallemiano dove Gianluca aveva giocato ricoprendo il ruolo di attaccante, proprio come il suo grande idolo Francesco Totti. Vicino, appoggiata, anche la felpa ‘J.C.’ il Junior Group e il ‘Yellow Submarine’, di cui faceva parte quando era ragazzino. Un gruppo formato da alcuni giovani studento del liceo scientifico e dell’istituto alberghiero. E poi, ancora, una sua foto incorniciata che il papà Giorgio e la mamma Laura non hanno mai smesso di guardare e che alla fine hanno baciato. Vicino a loro, un piccolo sacchetto dei gadget della Roma, perché il cuore sportivo di Gianluca batteva per i colori giallorossi. Tanti simboli cari a Gianluca per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio.

A celebrare la messa per i funerali ieri sono stati don Piero e don Giuseppe (assente il parroco, che era sulla strada del ritorno da un pellegrinaggio a Medjugorje). «Da Gianluca – ha sottolineato commosso dall’altare don Piero – sicuramente avrei avuto anch’io tanto da imparare, sentendo quello che avete detto di lui e come lo avete descritto. Il bene e l’amore che provate per lui». Poi il sacerdote ha voluto giustamente ricordare come la famiglia Giammarchi abbia pensato al prossimo nonostante la tragedia che stavano vivendo. «Gianluca ha ridato la vita ad altre quattro persone – ha proseguito – e queste quattro persone non passeranno giorno senza dedicargli un pensiero. Gianluca dunque continua a vivere». «E a te, Marco – ha aggiunto il religioso rivolgendosi al fratello – ha fatto il dono di resistere fino a quando non sei arrivato dalla Spagna. Tu, durante il viaggio, pregavi perché lo potessi ancora vedere e Gianluca ti ha aspettato». Tanti giovani ieri sono accorsi alla chiesa e si sono stretti alla famiglia Giammarchi. Per lui tante lacrime e tanti pensieri, ripensando a quel volto sempre sorridente che i parenti, gli amici e i ragazzi della piazza del Papa non rivedranno. Presenti ieri in chiesa i colleghi del Raval (chiuso per lutto) e anche alcuni dei clienti del locale, che con il tempo erano diventati veri e propri amici perché «con Gianluca era bello anche parlarci». Al termine dei funerali un lungo, incredibile applauso ha accolto la bara di Gianluca per il suo ultimo viaggio, verso il cimitero. A portarla in spalla anche Marco, il fratello, gli occhi lucidi nascosti da un paio di occhiali scuri e quel vuoto incolmabile dentro…



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