In pellegrinaggio da Padre Pietro: oggi l’addio all’eremita

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Potenza Picena (Macerata), 11 agosto 2015 - PADRE PIETRO accolto dalla sua gente. Questa mattina alle 8 è terminata la lunga sequela di pellegrini, amici e conoscenti del cappuccino Padre Pietro Lavini (FOTO), recatesi in visita alla camera ardente allestita nel Santuario Madonna dell’Ambro per circa due giorni. Tantissimi fedeli da tutto il mondo, come attestato dai frati, con un flusso continuo che non si è arrestato nemmeno nelle ore notturne di domenica e lunedì. Gente proveniente da tutta Italia, dalla Puglia al Veneto, dalla Sardegna alla Lombardia, oltre che dall’estero a testimoniare la santità del ‘Muratore di Dio’.

Nel santuario non si respirava un area di lutto, nonostante la tristezza di tutti per aver perso un piccolo ma grandissimo uomo; sembrava di essere ad una festa, per la serenità che esprimeva il volto dell’ultra ottantenne frate, quasi avesse ritrovato nella morte il vigore degli antichi tempi, quando ogni pietra deposta nella costruzione del Monastero di S. Leonardo era una Lode al Dio creatore. ‘Santo subito’, qualcuno sussurrava.

I funerali si svolgono questa mattina alle dieci. Per scelta dei francescani e del comune di Montefortino, per permettere a tutti di assistervi, sono celebrati all’esterno della Chiesa, lungo la riva destra del fiume Ambro, proprio sotto le pendici della Priora, montagna che lo ha ospitato per 44 anni e che gli ha ispirato un’opera che resterà nel ricordo di tutti, diventata negli anni il biglietto da visita dei Sibillini nel mondo. Vi sarà la concelebrazione di oltre 50 sacerdoti, con la presenza delle autorità civili e militari, i sindaci di tutta la zona, rappresentanti provinciali e regionali.

Dopo il funerale, verrà portato nella Chiesa dei Cappuccini di Potenza Picena per una Messa in suffragio alle ore 17, per poi essere tumulato nel cimitero del paese, nella cappella dei cappuccini, vicino al fratello Isidoro, morto dieci giorni fa. Il sindaco di Montefortino Domenico Ciaffaroni lo ricorda con molta commozione: «Sono tre le cose che ricordo con piacere: nel 1999 quando riuscii a firmare l’Autorizzazione a sanatoria per la costruzione della Chiesa (Padre Pietro fu anche denunciato per questo, ndr). Aveva solo un disegno senza un vero e proprio progetto. L’altra, l’anno dopo, per l’autorizzazione alla costruzione del campanile. Fu un iter burocratico molto complesso, portato a termine grazie al sostegno di molti amici di Padre Pietro che con buona volontà, coscienza ed esperienza portarono al buon esito della firma delle licenze. Sono orgoglioso per quei risultati.

La terza risale al settembre 2000, quando l’Arcivescovo di Fermo, Mons. Gennaro Franceschetti consacrò la Chiesa. Quel giorno c’erano tantissime persone. Non so come ci era arrivato, ma durate la cerimonia suonò il primo violino della Berliner Philharmoniker, a testimonianza della fama mondiale del nostro caro frate». «Personalmente – prosegue il sindaco – lo conosco da quando ero ragazzo, dalle prime volte che mi inerpicavo sui monti, anche per la mia passione della pesca. Mi ha sempre colpito per quell’aria di santità, di uomo pieno di pace che riusciva a trasmetterla a pelle. La visita all’eremo ti riconciliava con il mondo, sia per il luogo sia per la sua persona, capace di metterti sempre a tuo agio. Non nascondo che vi andavo spesso e sempre con molto piacere. Voglio concludere con un appello: voleva essere sepolto nel suo eremo, spero che a breve si possa realizzare questo suo desiderio. E’ giusto così, perché Padre Pietro è un patrimonio non solo dei Sibillini ma di tutto il mondo!».

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