In ritardo gli abbonamenti per i bus, gli studenti protestano

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 15 settembre 2015 – Via agli abbonamenti extraurbani per studenti, Conerobus tappa la falla aperta da Regione e Provincia, ma incassa le proteste degli utenti e dei genitori. Per il primo giorno di scuola non c’è stato nulla da fare: le migliaia di studenti anconetani che frequentano scuole fuori città, o viceversa quelli della provincia che si recano in classe negli istituti dorici hanno dovuto acquistare il biglietto. Da oggi il problema dovrebbe essere risolto, salvo code e disagi nei punti vendita. Fino a ieri pomeriggio alle 14, nei due punti vendita Conerobus di Ancona, in piazza Ugo Bassi e in piazza Cavour, erano stati venduti 200 abbonamenti e l’orario di apertura al pubblico è stato prolungato fino alle 20: «Siamo rimasti in difficoltà fino alla fine non per cause nostre _ sostiene il presidente della Conerobus, Muzio Papaveri _, ma abbiamo lavorato pure il fine settimana per approntare il servizio di vendita degli abbonamenti in tutte le nostre sedi sul territorio già alle 6 di stamattina (ieri mattina, ndr.).

Ci siamo mossi più in fretta che potevamo, addirittura senza avere l’approvazione ufficiale della delibera sotto mano da parte della Regione. Avevamo una bozza, definitiva e in pieno accordo, ma dovevamo dare una risposta ai tantissimi utenti che protestavano. Per noi il problema è superato, ma è stata dura». Resta la beffa di un provvedimento affrontato in fretta e risolto il giorno dopo l’apertura della stagione scolastica. A causare il grave ritardo è stato l’inghippo istituzionale che ha visto la Provincia, che fino allo scorso anno contribuiva col 25% della somma complessiva per coprire il costo degli abbonamenti integrati per studenti, non garantire la sua parte. A quel punto la Regione, colpevole di immobilismo, solo alla fine ha deciso di spostare quella fetta di finanziamenti sul groppone di Conerobus che già contribuiva con il suo 25% (il terzo a carico della Regione il quarto a carico degli utenti). In questi giorni in redazione abbiamo ricevuto mail e telefonate di protesta per segnalare il disservizio. Sul tema è intervenuto pure il consigliere provinciale Lorenzo Rabini: «E’ prima di tutto un fatto grave che la Provincia non abbia detto niente e fatto niente per contrastare quanto la Regione ha deliberato circa gli aumenti e le tariffe. Era in quella sede che doveva svilupparsi la prima importante battaglia, a fianco dei cittadini che vanno al lavoro o a scuola prendendo i mezzi che fanno tratte urbane ed extraurbane. Alla Regione si doveva chiaramente dire che non era certo il periodo per andare a rimodulare il prezzario e che la Provincia non sarebbe stata disponibile ad un percorso che avrebbe messo in seria difficoltà le famiglie marchigiane e della nostra provincia».

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