Incendio a Numana: "Uno gridava di uscire, è stato l’unico allarme"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Numana (Ancona), 20 agosto 2015 – «Abbiamo davvero temuto il peggio, se non avessi sentito per caso urlare «uscite!» da un signore di passaggio io e mio figlio di due anni e mezzo saremmo rimasti bloccati dentro il bungalow e non oso pensare che fine avremmo fatto». Lascia i brividi sulla pelle il racconto della giovane mamma di due bambini di Settimo Milanese, Paola, che fino a sabato ha prenotato la sistemazione in via dei Pini, la stradina all’interno del villaggio «De Angelis», in uno dei tre bungalow lambiti dalle fiamme.

«Nessuno ci ha avvisato, non è suonato alcun impianto di allarme. Non c’è stato un piano di evacuazione studiato, tutto era lasciato al caso. Il tetto del mio bungalow stava bruciando mentre mettevo a dormire mio figlio. Non me ne sarei assolutamente accorta, regnava il silenzio più completo se un signore non avesse urlato. Per il calore a un tratto è pure saltata la candeggina». All’interno dei sei bungalow danneggiati alloggiavano tutte famiglie italiane, una di Roma, ripartita subito, l’altra di Milano, e un gruppetto di giovani del nord Italia che in quel momento stavano festeggiando in spiaggia. Lì accanto ieri Mauro di Faenza, papà di due piccoli, si dava da fare per ripulire, lui che è stato il primo a intervenire con secchiate d’acqua: «Mi sono subito messo in moto appena ho visto il bagliore, non c’era nessuno ad avvisarmi che anche il mio tetto stava andando a fuoco. Ho chiuso subito il gas, ancora non l’avevano fatto». La quasi totalità dei villeggianti quella sera a quell’ora precisa si trovavano nella piazzetta centrale accanto alla piscina per assistere a uno dei tanti spettacoli organizzati.

«Se non fosse stato per un animatore, Claudio, che a un tratto dal palco ci ha informato che dovevamo allontanarci noi non sapevamo niente – ha detto Antonio da Napoli -. Nessun altoparlante ha comunicato di farci da parte. Una volta sul posto ho sentito quel rumore tipico delle manichette delle bombole del gas saltare». Luce e gas sono stati staccati subito e alle 5 di ieri mattina anche l’acqua, che però non è tornata se non nel pomeriggio, con enormi disagi per le persone che non hanno potuto nemmeno lavarsi. Pare anche ci sia stato un ritardo di intervento da parte dei vigili del fuoco, forse non allertati in tempo, hanno detto le tante persone che ieri riparate dagli ombrelli per la pioggia si sono radunate in protesta davanti alle casine bruciate. Tante quelle ancora sotto shock che si sono riversate nella saletta d’accoglienza, come le due mamme di Forlì: «Abbiamo avuto tanta paura, non ci aspettavamo poi un trattamento del genere». Di fronte a loro tre donne che faranno presto ritorno a Roma e due di loro, Lucia e Giorgia, hanno detto: «Sapete qual è la cosa più tristemente ironica? Non ci hanno nemmeno avvertito, noi dormivamo e a dirci che c’era stato un incendio sono stati i nostri parenti che dalla capitale avevano letto la notizia».

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