Indesit, braccio di ferro tra azienda e dirigenti

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– FABRIANO – BRACCIO di ferro tra Indesit e venti dirigenti che non hanno accettato la mobilità incentivata e, attraverso l’associazione di riferimento Federmanager, esprimono forti timori su possibili tagli in arrivo. «Abbiamo negato il nostro assenso alla mobilità perché i dati forniti dall’azienda sono insufficienti», si legge nella nota proprio di Federmanager. «A fronte delle precise richieste sulla presentazione di un piano di riorganizzazione o stralcio del piano industriale, da parte aziendale si è sempre risposto in modo generico. La nostra decisione è stata portata anche a conoscenza della Regione e della Direzione del lavoro. Questi organismi istituzionali potranno proporre una mediazione entro i prossimi trenta giorni». Insomma, il clima è decisamente teso, tanto che non mancano messaggi piuttosto chiari indirizzati alla Whirlpool nei proprietaria di Indesit. «Chiediamo chiarezza e trasparenza nell’affrontare il tema della riorganizzazione riaffermando, comunque, ancora la nostra disponibilità a proseguire nell’esame congiunto, se si creassero le condizioni, per una partecipazione concreta e collaborativa. Il riassetto, se attuato allo scopo di fornire continuità aziendale con la presenza di Whirlpool sul nostro territorio, non può che trovare d’accordo chi rappresenta professionalità che ne hanno contribuito alla crescita ed allo sviluppo». Intanto, sempre sul fronte del lavoro, marzo fa segnare il ricorso record alla cassa integrazione straordinaria al principale stabilimento fabrianese di Indesit, quello di Albacina, che in questo mese resterà chiuso per ben dieci giorni lavorativi. Il sito, che conta poco meno di un migliaio di lavoratori, ha effettuato lunedì la fermata collettiva d’esordio in apertura del mese in cui per la prima volta in questo 2015 viene sfondato il poco invidiabile tetto della doppia cifra di stop produttivi.

FONTE IL RESTO DEL CARLINO -Alessandro Di Marco-

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