Indesit, il vertice a Roma va avanti a oltranza

Il borghigiano autunno

Il summit tra management Indesit e sindacati ha l’obiettivo di avvicinare sensibilmente un’intesa che, però, rischia di spaccare il fronte delle parti sociali

Foto tratta da direttanews.it

Fabriano (Ancona), 18 novembre 2013 – VA AVANTI ad oltranza il vertice al chiuso di una delle stanze del Ministero allo Sviluppo economico di Roma per cercare un punto di incontro sulla vertenza ormai protrattasi da oltre sei mesi e forse davvero vicina alla sospirata svolta, visto i sensibili passi avanti compiuti dalla contrattazione nelle ultime settimane. Dal via delle 17, proseguirà no stop per tutta la serata il summit tra management Indesit e sindacati con l’obiettivo di avvicinare sensibilmente un’intesa che, però, rischia di spaccare il fronte delle parti sociali. Già dopo poco più di un’ora i dirigenti dell’impresa hanno chiesto e ottenuto una lunga sospensione del confronto per valutare la richiesta dei sindacati di altre modifiche al cosiddetto piano di salvaguardia e la seduta è ripartita dopo le 20 per proseguire praticamente ad oltranza. Proprio il presidente Indesit Marco Milani ha ribadito la linea di voler arrivare ad un accordo con le parti sociali (ovviamente vincolato all’assenso dei lavoratori durante le successive assemblee interne), ma ha anche confermato come, in assenza di un’intesa, l’azienda potrebbe tirare dritta per la sua strada, mettendo così a rischio per i lavoratori la tutela degli ammortizzatori sociali. Lo scenario, infatti, è quello che vede Fim-Cisl e Uilm-Uil chiedere un ultimo sforzo all’impresa per concretizzare un’ulteriore correzione al piano industriale già passato dai 1.425 esuberi su scala nazionale di inizio giugno a trecento se si escludono i 330 lavoratori prossimi alla pensione che non saranno avvicendati da nuove maestranze. A fronte di qualche altra concessione – oltre alla conferma di non licenziare nessuno e ricorrere a tre anni di ‘cuscinetto’ tra cassa integrazione straordinaria e contratti di solidarietà – l’accordo si potrebbe pure fare. Almeno, appunto, per due delle tre sigle sindacali, mentre la Fiom-Cgil è orientata a non porre alcun tipo di autografo su un piano industriale ritenuto inaccettabile anche dopo i ritocchi in corsa. In ogni caso anche se si andrà all’accordo con due sole sigle sindacali, all’atto pratico tutti i lavoratori – inclusi quelli affiliati alla Cgil – avranno i medesimi diritti, compreso l‘accesso al paracadute degli ammortizzatori sociali. Una giornata pressoché infinita cominciata già alle 10 del mattino quando da Fabriano sono partiti cinque pullman sui quali sono salito oltre 250 lavoratori dei due siti locali della holding di elettrodomestici. Una volta arrivati a Roma, gli operai hanno dato vita ad un breve quanto rumoroso e folcoristico corteo tra fischietti, cori, striscioni e fumogeni. Poi, già qualche decina di minuti prima del via del conclave, il sit in nel piazzale antistante il Ministero.

Alessandro Di Marco ( IL RESTO DEL CARLINO)

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