Infermiera faccia a faccia con il ladro al 118. «Sicurezza al minimo sindacale»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 5 settembre 2015 – Si è trovata faccia a faccia con il ladro. Ed è andata bene che lui abbia preso la saggia decisione di darsela a gambe. Lei è un’infermiera, e la cosa assurda è che lo spiacevole incontro è avvenuto all’interno della centrale operativa del 118, il cui livello di sicurezza è al minimo sindacale, come hanno più volte denunciato gli operatori dell’emergenza del Mazzoni.

Il fatto si è verificato nella notte tra giovedì e ieri, intorno alle 2.20.

L’infermiera è entrata nello spogliatoio delle donne e ha trovato il ladruncolo che rovistava nell’armadietto della collega. Lui si è reso conto di essere stato scoperto e si è rifugiato nel bagno sperando di poter fuggire da lì. Poi, quando si è reso conto che non aveva via d’uscita, se n’è andato dalla porta principale. Questo l’epilogo. Ma poi si è capito che l’uomo era là dentro da un po’. Si era introdotto forzando la finestra di un altro bagno, quello vicino all’ufficio della caposala, poi aveva cominciato a cercare ovunque, entrando anche nella sala del medico di turno, nella quale si era impossessato del cellulare e delle chiavi dell’auto del dottore. Poi era uscito, non si capisce bene da dove, infilandosi in due macchine: ovviamente in quella del medico e anche in quella di un’infermiera. Dopo aver prelevato vari oggetti (tra cui un navigatore e scarpe da trekking) era rientrato nelle centrale operativa andando appunto nello spogliatoio delle donne. E lì la sua «impresa» è terminata con la fuga, che pare sia stata agevolata da un complice che lo aspettava in auto.

Insomma, il furto in sé non ha portato nelle tasche dell’uomo un bottino indimenticabile, ma il fatto che l’uomo sia potuto entrare al 118 così agevolmente è incredibile. Soprattutto perché da tempo medici e infermieri segnalano i limiti dei sistemi di sicurezza.

Intorno alla centrale sono installate telecamere, ma non si sa bene se siano funzionanti. E se anche funzionassero, sono senza dubbio fuori uso i monitor ai quali erano collegate. Quindi sono inutili. Altro punto: i vetri delle finestre consentono a chi è fuori di vedere nitidamente cosa succede all’interno, mentre che è dentro non può vedere i movimenti all’esterno. C’è anche il dubbio che siano stati montati al contrario. Le proteste hanno prodotto diverse visite degli addetti Asur alla sicurezza nei luoghi di lavoro, e nei giorni scorsi al 118 sono arrivati anche i Nas. Ma la situazione per ora resta la stessa. E adesso sappiamo che i ladri possono entrare indisturbati. Per fortuna che quello della notte scorsa non abbia avuto reazioni bellicose dopo essere stato scoperto. Sul furto indagano i carabinieri, ma sarebbe prima di tutto il caso che l’Asur ascoltasse i suoi dipendenti. Curiosità finale: tempo fa una caposala rimase chiusa per quasi un’ora nella sua stanza, e gli operatori presenti finirono sotto inchiesta interna. Insomma: entrare al 118 è facile per chiunque, uscire un po’ meno.

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle 

Precedente Civitanova, teme lo scippo e scappa E' una suggestione ma si sente male Successivo Campitelli chiede scusa. «Ma ora sono pronto a ripartire»