Infermiera uccisa da un male a 44 anni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 2 dicembre 2015 - E’ morta a 44 anni mentre con tutte le forze cercava di sconfiggere quel brutto male che aveva scoperto di avere lo scorso aprile. La scomparsa di Barbara Governatori, anconetana, operatrice socio assistenziale della struttura per anziani Anni Azzurri, sta suscitando un’ondata di cordoglio in città. Sul web i messaggi e le lacrime degli amici, dei parenti e di semplici conoscenti non si contano più. I funerali di Barbara sono stati celebrati questa mattina nella chiesa del Cristo Divino Lavoratore a piazzale Camerino. Barbara è morta l’altro ieri mattina all’ospedale di Torrette dov’era ricoverata già da qualche tempo per sottoporsi ad un ciclo di terapie molto incisivo per tentare di sconfiggere quel male che l’aveva molto indebolita . Nonostante la sofferenza, Barbara aveva dimostrato di essere molto coriacea, non risparmiava mai un sorriso a nessuno. E’ sempre stata la voglia di vivere. Ed è questa immagine che chi le voleva bene vuole conservare di lei per sempre.

 

Sedici anni trascorsi a lavorare, giorno dopo giorno, con i colleghi della residenza per anziani Anni Azzurri di Collemarino. Le serate, tante, condivise con i figli Sara, 24 anni, e Davide, 14, con le amiche che per lei stravedevano. Barbara Governatori era di una bellezza che non passava inosservata.

Alta, bionda, slanciata, prorompente. Così bella da essere stata persino scelta per andare a vestire i panni della corteggiatrice della nota trasmissione ‘Uomini e donne‘. Non potevano scegliere una qualunque, ma lei sì. E la simpatia, poi, l’amore che dimostrava ogni giorno nei confronti dei pazienti che accudiva.

“Grazie – scrive Roberto sulla pagina Facebook dedicata alla memoria di Barbara Governatori – di avermi regalato il tuo sorriso in ogni momento e per esserti sempre presa cura dei miei cari, non lo dimenticherò mai, nessuno si dimenticherà mai di te… ti abbraccio forte forte”.

Parole che descrivono alla perfezione l’animo gentile e delicato di una donna a cui la vita, purtroppo, aveva riservato anche delle amarezze. Anni fa la morte del marito da cui aveva avuto la prima figlia. Poi il male che ha scoperto di avere da un banalissimo mal di schiena. Pare non riuscisse a dormire la notte dal dolore che aveva. Una visita di controllo e da lì il calvario, fatto di un continuo andirivieni con l’ospedale di Torrette, di consulti con i medici, di parole di incoraggiamento e di tanti, troppi momenti di sconforto. Sembra sempre un film già visto, ma ogni storia di un malato è differente dalle altre. E porta con sé l’amarezza e il rimpianto per non aver potuto fare nulla per sconfiggere quell’atrocità che ti fiacca giorno dopo giorno, fino a farti diventare un’altra persone.

Eppure Barbara in tutto questo tempo aveva cercato di essere sempre se stessa. Magari non usciva più la sera, non andava in spiaggia a Portonovo come amava fare, non si contornava più delle sue amicizie con l’allegria di un tempo. Ma lo spirito era sempre acceso, la voglia di vivere di farcela intaccata.

“Ci siamo conosciute pochi giorni prima del nostro 40esimo compleanno – scrive Monia – tu il 31 marzo 2011 ed io il primo aprile 2011. Subito siamo entrate in empatia, ci siamo sempre stimate e capite solo con lo sguardo. Ricordo una volta che mi sfogai con te di quanto mi sentissi inappropriata insoddisfatta e tu mi risposi non ti stimi abbastanza, io che vivo nel mio mondo non sapevo della tua malattia tesoro mio e di quanto hai sofferto. Ti abbraccio con tanto amore e non smetterò mai di vedere il tuo meraviglioso sorriso”.

I ricordi viaggiano sulle pagine web come nuvole in cielo e sono ogni minuto di più. Le serata in discoteca al Lola e nei locali della costa, le giornate in spiaggia. Nei messaggi c’è anche la mestizia per aver smesso di soffrire, devastata da un male che non le ha lasciato scampo a 44 anni. Troppo pochi per lasciarci, abbastanza per urlare l’ingiustizia di aver portato via una donna nel fiore della sua vita. “Questa foto mamma – scrive il figlio Davide – dicevi che era bellissima, perché da piccolo ero davvero carino. Mi dicevi sempre con quel sorriso in bocca,che un giorno te ne saresti andata e che mi sarei dovuto ricordare dei momenti migliori passati insieme. Ma il problema è che te ne sei andata via troppo presto, sappi che anche se sei lassù ti voglio bene. Mamma“.

 

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