Inferno in A14, il dolore del passeggero dell’Audi: "Un giorno forse saremo perdonati"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 21 agosto 2015 – «Ciao Michele, so che sei lassù e so che tu magari avevi scelto di voler andare in vacanza con gli amici, ma invece sei andato con la tua famiglia, mentre noi abbiamo fatto l’opposto. Com’è strano il mondo, grazie di aver donato la tua vita e quella del tuo papà per salvare la nostra e quella di tua madre, che non sarà abbandonata, puoi star sicuro». Ha scelto Facebook per esternare il suo dolore e per chiedere scusa per quella terribile tragedia che suo malgrado l’ha visto coinvolto. Diego Pallotta, 22enne di Mogliano, sabato pomeriggio era seduto sull’Audi A3 che si è schiantata alla barriera autostradale di Cotignola di Ravenna, provocando la morte di due persone. A perdere la vita sono stati Michele Giunta, 19 anni, e suo padre Andrea di 56 (oggi saranno celebrati i funerali). Con loro anche la madre di Michele e moglie di Andrea, Maria Carmela Di Altiero, che si è miracolosamente salvata. I tre stavano andando in vacanza ed erano fermi al casello in attesa di ritirare il biglietto. L’auto condotta da un amico di Pallotta – Umberto Maria Evangelista, maceratese di 21 anni – è letteralmente volata sopra la Punto della famigliola di Modena a circa 130 chilometri orari, secondo la ricostruzione della Polstrada di Ravenna. Uno schianto terrificante. E così dopo giorni di silenzio, il 22enne di Mogliano ha deciso di affidarsi al social network per gridare al mondo il suo stato d’animo, rivolgendosi al suo quasi coetaneo Michele e a quello che è rimasto della sua famiglia. E lo ha fatto scrivendo una poesia.

«E anche stavolta – i versi lasciati dal ragazzo sulla sua bacheca – ci siamo salvati, sì è vero. La morte sbattuta in faccia per davvero. Niente potrà coprire il vuoto che abbiamo lasciato. E forse sarebbe stato meglio che ci fossimo noi stesi sul prato». Questo uno stralcio, quindi la spiegazione del perché ha deciso di scrivere quei versi.

«Questa poesia – ha aggiunto Pallotta – l’ho scritta per fare arrivare il mio pensiero a tutti coloro che si sono sentiti coinvolti direttamente e indirettamente nella vicenda. Non ci sono né scusanti, né aggravanti quando ti trovi in una situazione simile, non c’è giudice che possa dare la pena giusta. Solo chi è più un alto di noi e soltanto lui ha il potere di decidere chi deve vivere e chi deve morire. Ci ha insegnato che la vita è un dono e non va sprecato. Ciao Michele, prometto che un giorno verrò a trovarti. Aspettami lì». Parole pesanti come pietre, scritte da un ragazzo che sente addosso un peso insostenibile. Intanto la Procura di Ravenna ha aperto un’inchiesta per duplice omicidio colposo, ed Evangelista risulta indagato. Sulla dinamica restano da chiarire ancora molto aspetti, di sicuro, grazie ai primi accertamenti, la polizia stradale ha escluso che il ragazzo fosse sotto l’effetto di alcol o di droga. È probabile quindi che a causare lo schianto sia stato un colpo di sonno.

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