Inquinamento in mare, ancora niente tuffi. Bambini ammalati: Chienti nel mirino

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova, 27 giugno 2015  - Le colonie di Camerino tutte in spiaggia ieri mattina e tra i 70 bambini sotto gli ombrelloni dello chalet Gigetta c’erano anche quelli che lunedì sera, stando al racconto delle famiglie, hanno accusato vomito e diarrea dopo aver fatto il bagno la mattina, nel mare in cui l’Arpam ha rilevato un inquinamento batterico da escherichia coli e da enterococco. In ospedale comunque nessuno si è presentato con questi sintomi. Stanno bene i ragazzini, secondo quanto riferito ieri dagli operatori, che non vogliono fare collegamenti tra i malori e il tuffo in mare. Il bagno i bimbi lo hanno fatto più a nord rispetto alla zona vietata (un pezzo della spiaggia libera tra Solemar e Lido Cristallo), ma lunedì le correnti marine viaggiavano appunto verso nord e quindi non è da escludere un collegamento. Intanto personale dell’Asur di Civitanova, su richiesta della titolare dello chalet Gigetta, Gina Patrascu, ha prelevato resti del pranzo servito lunedì alle colonie, pasta al pomodoro e in bianco con cotolette, ma i risultati ancora non si conoscono. La Patrascu esclude però che sia da cercare nella sua cucina la causa «perché a sentirsi male sono stati i bambini che avevano fatto il bagno». Intanto, attesi entro questa mattina i risultati delle analisi sui prelievi effettuati dall’Arpam giovedì tra la foce del Chienti e Lido Cristallo, anche se filtrano rassicurazioni circa l’esito. Sullo stop ai bagni Claudio Pini, presidente dell’Abat, l’associazione dei balneari, precisa «che non coinvolge nessuno stabilimento, ma solo un pezzo di spiaggia libera davanti al largo Melvin Jones».

Il divieto di balneazione resta in vigore fino a nuova ordinanza e sulla tempestività dell’informazione istituzionale rispetto a quanto accaduto si è nel frattempo aperta una polemica (ne riferiamo sotto). L’assessore all’Ambiente Cristiana Cecchetti si sbilancia. «L’Arpam – dice – ha fornito le prime rassicurazioni sulla situazione che sembra andare verso una evoluzione positiva della criticità». La causa della contaminazione non sarebbe da addebitare a sversamenti da parte di privati o allevamenti, ma alle forti piogge cadute nell’interno che hanno aumentato la portata del Chienti. «Purtroppo Civitanova – conclude Cecchetti – soffre le conseguenze dell’assenza di depuratori di diversi Comuni a monte del Chienti. Questione annosa, della quale l’amministrazione chiede conto ai Comuni sprovvisti dei dispositivi di depurazione. Un fatto molto grave che va discusso e risolto al più presto perché provoca danni alla salute e all’ambiente».

 



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