Insulti e scritte contro la figlia di Sarchiè

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

San Benedetto, 25 ottobre 2015 – Duro attacco a Jennifer Sarchiè, la figlia del commerciante di pesce barbaramente ucciso nell’alto maceratese nel giugno dell’anno scorso, per il cui omicidio è già iniziato il processo nei confronti dei presunti responsabili.

Nella giornata di venerdì Jennifer è stata aggredita verbalmente e durante la notte, fra venerdì e sabato, sul rivestimento di travertino del palazzo all’angolo fra viale De Gasperi e via Romagna, a poche decine di metri dal negozio di Jannifer, sono state scritte, con un pennarello, frasi molto offensive nei confronti della giovane donna, fra cui «Hai ucciso tuo padre». Sull’accaduto sono in corso indagini da parte dei carabinieri di San Benedetto cui Jennifer, venerdì pomeriggio si è rivolta per sporgere denuncia dei nei confronti di una ragazza che avrebbe aggredito verbalmente la figlia del commerciante ucciso e, non riuscendo ad entrare nel negozio, avrebbe preso a calci la vetrata e spaccato una fioriera, reazione che potrebbe far scattare anche la denuncia per danneggiamento, ma tutto è ancora in via di accertamento.

La vicenda potrebbe avere origine dal fatto che Jennifer è responsabile dell’Associazione nazionale vittime di omicidi nell’ambito di «Famiglia c’è».

Non è escluso, quindi, che quelle offese possano essere correlate all’attività che la giovane sta svolgendo da alcuni mesi.

«Ieri sera (n.d.r. venerdì) sono andata dai carabinieri per sporgere denuncia nei confronti di una giovane del luogo che mi ha aggredita verbalmente e che voleva entrare nel mio negozio per picchiarmi. Non potendo entrare ha spaccato un vaso e preso a calci la vetrina – racconta Jennifer Sarchiè -. Nell’ambito dell’attività di volontariato sto cercando di aiutare delle persone in difficoltà e questo potrebbe aver dato fastidio a qualcuno. A ogni modo continuerò a fare l’attività che mi sono prefissa e non è certo questo episodio che potrà fermarmi. Peccato che ogni volta mettono di mezzo la memoria di padre pensando di potermi bloccare, invece anche se mi offendono andrò avanti. Ho sporto denuncia, ho informato la Procura della Repubblica e nelle prossime ore ne andrò a fare un altra di denuncia per le scritte che sono comparse sui muri vicino alla mia attività e che sono lesive della mia persona e della mia famiglia. Ripeto, non sono queste cose che potranno fermarmi. Ho assunto un impegno con l’associazione e lo porterò avanti».

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle 

Precedente La rapina in villa allerta anche il prefetto, telecamere in città come deterrente Successivo Dalla guerriglia all’università, a 78 anni vuole la laurea