Insulti razzisti contro il compagno, baby bulli in una scuola media

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Ancona, 4 novembre 2014 – Insulti razzisti ripetuti ad un ragazzino di colore, l’ombra del bullismo in una scuola media anconetana. Quelli che all’inizio erano stati, erroneamente, considerati degli sfottò, semplici prese in giro, in realtà nascondevano i caratteri del razzismo più becero, in quanto messo in pratica da ragazzini di 11-12 anni.

Sotto accusa il sistema scolastico che ha impiegato troppo tempo per limitare gli abusi, ma come dimenticare il ruolo delle famiglie. E nel caso che stiamo raccontando le famiglie coinvolte sono quelle di tre ragazzi anconetani, rei di aver ripetutamemte apostrofato un loro compagno di classe di colore, originario di un Paese dell’Africa occidentale. Come accennato in precedenza, le cose sarebbero partite come semplici sfottò, diventando poi insostenibili, fino ad emergere in maniera troppo evidente. Della vicenda sono stati avvisati i vertici scolastici, compresa la dirigente dell’istituto comprensivo che non ha certo fatto cadere la cosa. Partite le lettere nei confronti dei genitori dei ragazzi coinvolti nella vicenda.

Da quanto è emerso, sembra che per i tre responsabili fosse una cosa assolutamente normale dare dello ‘sporco n…’ e altri appellativi assurdi, e fosse normale trattarlo da ragazzino diverso. Per fortuna all’interno della stessa classe l’esempio portato dai tre bambini italiani non era seguito dagli altri, alcuni degli alunni avrebbero preso ovviamente le parti del ragazzino con origini africane. Ci sarebbero state delle angherie anche all’esterno della scuola.

Atti di bullismo che in questo caso sono sfociati nell’intolleranza razziale. Si abbassa sempre di più l’età in cui gli alunni entrano a contatto col bullismo, ma è la scuola media la parte più vitale sotto questo profilo: «Noi mettiamo in campo tutte le iniziative possibili per limitare il grave fenomeno – afferma la responsabile dell’ufficio scolastico provinciale Maria Nardiello – che per fortuna nel nostro territorio è meno presente rispetto ad altre realtà territoriali. Eppure, anche un singolo caso per noi va stroncato alla radice. Di recente abbiamo aperto un altro tavolo molto importante, quello con il garante dei diritti dei minori per quanto concerne il fenomeno del cyber bullismo, ossia – conclude – gli episodi segnalati sulla rete e sui social network, altro settore molto delicato».



 

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