Italvolley vuole battere la Serbia: "Dimentichiamo i mondiali"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 5 giugno 2015 - «Questa World League di volley per noi è una ripartenza». Così Mauro Berruto, cittì della Nazionale maschile che oggi alle 20.30 all’AdriaticArena incontra per la prima tappa italiana la Serbia (diretta Rai Sport). «L’obiettivo è riappropriarci della nostra identità di squadra – continua –, dimenticare gli ultimi Mondiali. Giocare in casa vale il triplo, anche se ancora non siamo perfetti, c’è tanto da lavorare». L’importante è il giusto approccio alla gara: «La concentrazione in questa prima fase è su noi stessi più che sugli avversari. E’ appena finito il campionato, questo torneo è ricco di viaggi che non ci permettono di riposarci e soprattutto di allenarci». Ma in Australia, gli azzurri hanno iniziato con il piede giusto, vincendo entrambi gli incontri: «Non sono stati match bellissimi, ma ho sentito bene l’atmosfera, si è respirato un buon clima. E’ l’inizio di un cammino». Oggi sarà il debutto italiano di questa nuova vita dell’Italvolley: «Prima di tutto voglio dare il benvenuto agli amici serbi. Ci siamo già incontrati tante volte, c’è una conoscenza tecnica e tattica, ma anche personale. Entrambi arriviamo da due lunghe trasferte. Noi dall’Australia, loro dal Brasile». Berruto ha esordito come commissario tecnico degli azzurri nel 2011 sempre nelle Marche, ma ad Ancona contro Cuba: «Ricordo che era stata una emozione pazzesca, abbiamo anche vinto 3-0. Poi nel corso di questi anni ho vissuto in Nazionale momenti meravigliosi e dolorosi. Sono felicissimo di tornare qui da voi, perchè il vostro territorio per la pallavolo è una regione tesoretto. Mi auguro che stasera vada a finire come al mio esordio con un successo».

E sulla scelta dei giocatori convocati, Berruto non ha dubbi: «In questi cinque anni ho selezionato tanti atleti, tanti esordienti, quando scegliamo i parametri sono naturalmente tecnici, tattici, vale anche la fisicità, ma a monte di tutto c’è l’amore di vestire la maglia azzurra. E’ una questione di pelle, se il ragazzo convocato ha i brividi alla chiamata, allora è la persona giusta per fare parte della Nazionale. L’ItalVolley ha una storia straordinaria e noi ne abbiamo scritto un pezzettino e quando si veste la maglia dell’Italia non si è proprietari ma custodi. Ci deve essere una disponibilità incondizionata per i nostri colori». Non manca il saluto del presidente regionale della Fipav Franco Brasili: «Un grosso in bocca al lupo alle due Nazionali – chiude Brasili –, io c’ero anche 18 anni fa quando ci fu quella mitica sfida Italia-Jugoslavia e ancora ricordo le forti emozioni».



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